"L'Australia dovrebbe opporsi alla pena di morte, e...
"L'Australia dovrebbe opporsi alla pena di morte, e non soltanto quando sono coinvolti suoi cittadini" sostiene un editoriale comparso sull'australiano "The Age"
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"L'Australia dovrebbe opporsi alla pena di morte, e non soltanto quando sono coinvolti suoi cittadini" sostiene un editoriale comparso sull'australiano "The Age".
"Il 20 marzo Nguyen Tuong Van, un 23enne di Melbourne, � stato condannato a morte da un tribunale di Singapore per traffico di droga, e si trova adesso nel braccio della morte del carcere di Changi.
Potrebbe essere impiccato nel giro di poche settimane, a meno che la condanna non venga annullata in appello o il Presidente di Singapore S. R. Nathan non commuti la pena. Tuttavia entrambe le ipotesi sono improbabili.
A Singapore la condanna a morte � obbligatoria per il traffico di 15 grammi o pi� di eroina, e Nguyen aveva con s� 396 grammi di eroina quando nel dicembre 2002 � stato arrestato all'aeroporto di Changi.
Sono pi� di 400 le persone impiccate nella citt�-stato dal 1991, la maggior parte per reati legati alle droghe, e le Nazioni Unite stimano che tra il 1994 ed il 1999 Singapore abbia avuto la pi� alta percentuale pro capite di esecuzioni a livello mondiale, con 13,6 esecuzioni ogni milione di abitanti, una percentuale 6 volte maggiore rispetto a quella cinese.
Da tempo "The Age" si oppone alla pena di morte, in ogni circostanza.
Si tratta di una barbarie, anche quando viene imposta a persone che hanno commesso azioni gravissime.
Come fanno regolarmente i ministri degli esteri australiani in queste circostanze, anche il ministro Alexander Downer ha chiesto clemenza per Nguyen.
E' il minimo che debbano fare, in quanto rappresentanti di un paese che si oppone fermamente alla pena di morte, tuttavia appelli a beneficio di propri cittadini possono facilmente essere respinti, perch� giudicati arroganti.
Il governo di Singapore si rifiuta di riconoscere che la questione della pena di morte attiene ai diritti umani: gli va ricordato che la vita � sempre un diritto umano, di qualunque paese siano i condannati a morte."
"Il 20 marzo Nguyen Tuong Van, un 23enne di Melbourne, � stato condannato a morte da un tribunale di Singapore per traffico di droga, e si trova adesso nel braccio della morte del carcere di Changi.
Potrebbe essere impiccato nel giro di poche settimane, a meno che la condanna non venga annullata in appello o il Presidente di Singapore S. R. Nathan non commuti la pena. Tuttavia entrambe le ipotesi sono improbabili.
A Singapore la condanna a morte � obbligatoria per il traffico di 15 grammi o pi� di eroina, e Nguyen aveva con s� 396 grammi di eroina quando nel dicembre 2002 � stato arrestato all'aeroporto di Changi.
Sono pi� di 400 le persone impiccate nella citt�-stato dal 1991, la maggior parte per reati legati alle droghe, e le Nazioni Unite stimano che tra il 1994 ed il 1999 Singapore abbia avuto la pi� alta percentuale pro capite di esecuzioni a livello mondiale, con 13,6 esecuzioni ogni milione di abitanti, una percentuale 6 volte maggiore rispetto a quella cinese.
Da tempo "The Age" si oppone alla pena di morte, in ogni circostanza.
Si tratta di una barbarie, anche quando viene imposta a persone che hanno commesso azioni gravissime.
Come fanno regolarmente i ministri degli esteri australiani in queste circostanze, anche il ministro Alexander Downer ha chiesto clemenza per Nguyen.
E' il minimo che debbano fare, in quanto rappresentanti di un paese che si oppone fermamente alla pena di morte, tuttavia appelli a beneficio di propri cittadini possono facilmente essere respinti, perch� giudicati arroganti.
Il governo di Singapore si rifiuta di riconoscere che la questione della pena di morte attiene ai diritti umani: gli va ricordato che la vita � sempre un diritto umano, di qualunque paese siano i condannati a morte."
— FONTI
- (Fonti: The Age, 24/03/2004)
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