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GIAPPONE·PENA DI MORTE·16 MAGGIO 2006·1 MIN DI LETTURA

l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte...

l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte per un ex infermiera riconosciuta colpevole di omicidio.

l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte per un ex infermiera riconosciuta colpevole di omicidio.
La donna avrebbe commesso gli omicidi, con altre tre infermiere, per ottenere i soldi delle assicurazioni.
Mentre Junko Yoshida, 46 anni, è stata condannata a morte, le sue complici Miyuki Tsutsumi, 46 anni, e Hitomi Ishii, 47, hanno ricevuto rispettivamente una condanna all’ergastolo e a 17 anni di carcere.
Le accuse nei confronti della quarta infermiera co-imputata sono state abbandonate dopo che la donna è morta per malattia a settembre 2004.
Yoshida è stata condannata per aver organizzato con Tsutsumi e Ikegami, a gennaio 1998, l’omicidio del marito 39enne di Ikegami, Eiji Hirata, e per averlo ucciso iniettandogli aria nelle vene. Presumibilmente le donne avrebbero riscosso 35 milioni di yen dai premi dell’assicurazione in seguito all’omicidio. A marzo 1999, Yoshida, Tsutsumi, Ikegami e Ishii avrebbero cospirato l’omicidio del marito di Ishii, Tsuyoshi Kumon, 44 anni, iniettandogli alcol in corpo. Secondo la sentenza, questo secondo omicidio avrebbe fruttato loro 32 milioni di yuan dall’assicurazione.
— FONTI
  • (Fonti: Mainichi, 16/05/2006)