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l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte...

l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte per un ex infermiera riconosciuta colpevole di omicidio.

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l’Alta Corte di Fukuoka, in Giappone, ha confermato la condanna a morte per un ex infermiera riconosciuta colpevole di omicidio.
La donna avrebbe commesso gli omicidi, con altre tre infermiere, per ottenere i soldi delle assicurazioni.
Mentre Junko Yoshida, 46 anni, è stata condannata a morte, le sue complici Miyuki Tsutsumi, 46 anni, e Hitomi Ishii, 47, hanno ricevuto rispettivamente una condanna all’ergastolo e a 17 anni di carcere.
Le accuse nei confronti della quarta infermiera co-imputata sono state abbandonate dopo che la donna è morta per malattia a settembre 2004.
Yoshida è stata condannata per aver organizzato con Tsutsumi e Ikegami, a gennaio 1998, l’omicidio del marito 39enne di Ikegami, Eiji Hirata, e per averlo ucciso iniettandogli aria nelle vene. Presumibilmente le donne avrebbero riscosso 35 milioni di yen dai premi dell’assicurazione in seguito all’omicidio. A marzo 1999, Yoshida, Tsutsumi, Ikegami e Ishii avrebbero cospirato l’omicidio del marito di Ishii, Tsuyoshi Kumon, 44 anni, iniettandogli alcol in corpo. Secondo la sentenza, questo secondo omicidio avrebbe fruttato loro 32 milioni di yuan dall’assicurazione.
FONTI
  • (Fonti: Mainichi, 16/05/2006)