L'abolizione della pena di morte continua ad occupare...
L'abolizione della pena di morte continua ad occupare l'agenda politica
3 MIN DI LETTURA
L'abolizione della pena di morte continua ad occupare l'agenda politica. Molto semplicemente si tratta di emendare l'articolo 125 del Codice penale, il che richiede una maggioranza semplice in Parlamento.
Emendare la Costituzione, tuttavia, richiede una maggioranza parlamentare dei due terzi. L'abolizione della pena di morte è vista come una questione cruciale da quel partito che deve il suo successo nelle elezioni dell'aprile 1999 alla sua ideologia nazionalista che si oppone a qualsiasi forma di nazionalismo curdo.
Di fatto, il Movimento nazionalista aveva basato la sua campagna sullo slogan "Tagliare la testa di Ocalan". Non c'è bisogno di dire che il partito non vuole avere nulla a che fare con la grazia a Ocalan (o in effetti con niente altro che non sia il giustiziarlo).
Il Primo ministro Bulent Ecevit si è soffermato sul fatto che un ingresso pieno nell'Unione Europea non è possibile senza l'abolizione della pena di morte. Ecevit ha detto che il problema può essere risolto senza l'intervento del governo, con l'accordo delle parti politiche in Parlamento.
Quest'affermazione riflette la spaccatura sulla pena di morte in seno alla coalizione al potere, e le difficoltà del governo nello stilare un provvedimento di legge per la sua abolizione. Il vice Primo ministro e leader del MHP (Partito del Movimento nazionalista), la seconda forza nella coalizione, Devlet Bahceli ha ripetuto che il suo partito è contrario all'abolizione della pena di morte e che in Parlamento voterà contro una simile proposta.
Il partito di Bahceli si oppone all'abolizione della pena di morte appunto perché questo significherebbe risparmiare la vita di Ocalan. Gli altri partner della coalizione, il DSP (Partito della sinistra democratica) e l'ANAP (Partito della madrepatria) sostengono l'abolizione.
Il principale partito dell'opposizione, DYP, Partito del Vero Cammino, sembra l'oppositore più feroce dell'abolizione, e i due partiti islamici dell'opposizione, l'AK, Partito della Giustizia e dello Sviluppo, e l'SP, Partito Saadet, hanno una posizione vaga. Mentre si oppongono alla pena di morte in base al principio di necessità, per velocizzare l'ingresso della Turchia nella UE, in quanto partiti d'opposizione non ci tengono a rendere più facile la vita del governo.
La posizione dei militari sulla questione è altrettanto importante.
Il Partito del Vero Cammino, guidato dalla ex Primo Ministro Tansu Ciller, aveva immaginato che solo il Movimento Nazionalista si sarebbe opposto all'abolizione per mezzo di un emendamento alla Costituzione. Ecevit pensava di avere già nel sacco la maggioranza dei due terzi, necessaria per cambiare la Costituzione (367 deputati su 550). Con questa posizione, la Ciller ha fatto fuori l'iniziativa di Ecevit per abolire la pena di morte emendando l'articolo 38 della Costituzione: il numero totale dei deputati del Cammino Vero e del Movimento nazionalista (213) precluderebbe qualsiasi voto sull'abolizione con la maggioranza dei due terzi in Parlamento.
La Ciller in effetti chiede che il "caso Ocalan" venga portato in Parlamento, così che il Parlamento possa fare "quello che deve fare". La posizione della Ciller è radicata nella politica interna turca.
L'ex Primo Ministro teme di perdere la sua base popolare, infatti il suo partito di destra condivide l'elettorato con il Movimento Nazionalista. L'ordine giudiziario turco, intanto, aspetta il verdetto della Corte Europea sui Diritti umani sull'appello proposto da Ocalan.
Emendare la Costituzione, tuttavia, richiede una maggioranza parlamentare dei due terzi. L'abolizione della pena di morte è vista come una questione cruciale da quel partito che deve il suo successo nelle elezioni dell'aprile 1999 alla sua ideologia nazionalista che si oppone a qualsiasi forma di nazionalismo curdo.
Di fatto, il Movimento nazionalista aveva basato la sua campagna sullo slogan "Tagliare la testa di Ocalan". Non c'è bisogno di dire che il partito non vuole avere nulla a che fare con la grazia a Ocalan (o in effetti con niente altro che non sia il giustiziarlo).
Il Primo ministro Bulent Ecevit si è soffermato sul fatto che un ingresso pieno nell'Unione Europea non è possibile senza l'abolizione della pena di morte. Ecevit ha detto che il problema può essere risolto senza l'intervento del governo, con l'accordo delle parti politiche in Parlamento.
Quest'affermazione riflette la spaccatura sulla pena di morte in seno alla coalizione al potere, e le difficoltà del governo nello stilare un provvedimento di legge per la sua abolizione. Il vice Primo ministro e leader del MHP (Partito del Movimento nazionalista), la seconda forza nella coalizione, Devlet Bahceli ha ripetuto che il suo partito è contrario all'abolizione della pena di morte e che in Parlamento voterà contro una simile proposta.
Il partito di Bahceli si oppone all'abolizione della pena di morte appunto perché questo significherebbe risparmiare la vita di Ocalan. Gli altri partner della coalizione, il DSP (Partito della sinistra democratica) e l'ANAP (Partito della madrepatria) sostengono l'abolizione.
Il principale partito dell'opposizione, DYP, Partito del Vero Cammino, sembra l'oppositore più feroce dell'abolizione, e i due partiti islamici dell'opposizione, l'AK, Partito della Giustizia e dello Sviluppo, e l'SP, Partito Saadet, hanno una posizione vaga. Mentre si oppongono alla pena di morte in base al principio di necessità, per velocizzare l'ingresso della Turchia nella UE, in quanto partiti d'opposizione non ci tengono a rendere più facile la vita del governo.
La posizione dei militari sulla questione è altrettanto importante.
Il Partito del Vero Cammino, guidato dalla ex Primo Ministro Tansu Ciller, aveva immaginato che solo il Movimento Nazionalista si sarebbe opposto all'abolizione per mezzo di un emendamento alla Costituzione. Ecevit pensava di avere già nel sacco la maggioranza dei due terzi, necessaria per cambiare la Costituzione (367 deputati su 550). Con questa posizione, la Ciller ha fatto fuori l'iniziativa di Ecevit per abolire la pena di morte emendando l'articolo 38 della Costituzione: il numero totale dei deputati del Cammino Vero e del Movimento nazionalista (213) precluderebbe qualsiasi voto sull'abolizione con la maggioranza dei due terzi in Parlamento.
La Ciller in effetti chiede che il "caso Ocalan" venga portato in Parlamento, così che il Parlamento possa fare "quello che deve fare". La posizione della Ciller è radicata nella politica interna turca.
L'ex Primo Ministro teme di perdere la sua base popolare, infatti il suo partito di destra condivide l'elettorato con il Movimento Nazionalista. L'ordine giudiziario turco, intanto, aspetta il verdetto della Corte Europea sui Diritti umani sull'appello proposto da Ocalan.
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE11 SETTEMBRE 2026
Nessuno tocchi Caino, continueremo le battaglie di Emma Bonino. 'Fondò l'associazione nel 1993 insieme a Marco Pannella'

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
Oman: nuova legge prevede pena di morte per il traffico di droga

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
USA - Florida. Daniel Conahan, 72 anni, bianco, è stato giustiziato il 10 settembre

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
Pakistan: assolto in appello prigioniero nel braccio della morte

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
IRAN - 3 uomini giustiziati a Isfahan il 9 settembre

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
