LA TERZA COMMISSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU HA APPROVATO LA RISOLUZIONE PER LA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE: SERGIO D'ELIA A RADIO RADICALE
"Possiamo dire che ci sono luci ed ombre in questo primo passaggio nella Terza Commissione competente sui diritti umani. Partiamo dagli aspetti non proprio positivi: si riflette in questo voto la tendenza, quasi mondiale, di un ritorno alle sovranità
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"Possiamo dire che ci sono luci ed ombre in questo primo passaggio nella Terza Commissione competente sui diritti umani. Partiamo dagli aspetti non proprio positivi: si riflette in questo voto la tendenza, quasi mondiale, di un ritorno alle sovranità nazionali.
Per la prima volta è passato un emendamento che è stato presentato da Singapore - come le volte precedenti, ma le volte precedenti era stato sempre respinto - che fa riferimento alle prerogative degli Stati di decidere quale tipo di pena comminare di fronte ai reati più gravi, è il cosiddetto emendamento sulla sovranità nazionale, è stato approvato con 76 voti a favore, 72 contrari e 26 astenuti.
Questo emendamento - ha proseguito Sergio D'Elia - benché il capofila sia Singapore è di Putin poiché, la Federazione Russa ha portato con se, nel dare voto favorevole, paesi dell'ex impero sovietico, invece per il continente africano il capofila è stato il Sudafrica che si è portato dietro paesi anche abolizionisti come il Sudafrica stesso.
Io non do molta importanza al passaggio di questo emendamento - ha commentato il Segretario di NTC - perché è scontato che poi l'abolizione o il mantenimento della pena di morte lo decidono i governi e i parlamenti a livello nazionale. Si conferma quello che accade in questi ultimi tempi, i populismi sono in voga in molti paesi, ad esempio nelle Filippine dove il Presidente sceriffo Duterte sta facendo un vero massacro, nel nome della lotta della guerra alla droga le esecuzioni extra giudiziarie di presunti trafficanti, spacciatori sono all'ordine del giorno, e le Filippine che avevano sempre votato a favore della risoluzione questa volta, per la prima volta, si sono astenuti.
I passi positivi sono molti di più e vengono per la maggior parte dal Continente africano dove paesi che prima si astenevano sulla risoluzione, per la prima volta hanno votato a favore come il Gambia, La Guinea, la Namibia, il Malawi e lo Swaziland.
Mi preme molto sottolineare - ha proseguito D'Elia - i voti a favore per la prima volta dello Swaziland e del Malawi che sono stati oggetto di una missione di NTC due settimane fa, proprio al fine di ottenere un voto favorevole all'assemblea generale.
Due paesi della missione erano proprio il Malawi e lo Swaziland dove, negli incontri che ci sono stati con la delegazione di NTC guidata da Antonio Stango, il Ministro degli Esteri e il Ministro della Giustizia avevano annunciato il loro voto favorevole.
Infine - ha ricordato Sergio D'Elia - per la prima volta ha votato a favore lo Sri Lanka come aveva annunciato il Ministro della Giustizia al Congresso mondiale contro la pena di morte, ad Oslo nel giugno scorso.
Io credo che poi il passaggio definitivo, che si tiene tra un mese, nell'assemblea plenaria delle Nazioni Unite, registrerà ulteriori passaggi positivi: in III Commissione alcuni paesi erano assenti per vari motivi, anche paesi abolizionisti, paesi storicamente favorevoli alla moratoria ONU sull'esecuzioni, che si presenteranno al voto e voteranno a favore, è possibile prevedere quindi, che i 117 voti record del 2014 saranno superati, e noi lavoreremo in questo senso".
Per la prima volta è passato un emendamento che è stato presentato da Singapore - come le volte precedenti, ma le volte precedenti era stato sempre respinto - che fa riferimento alle prerogative degli Stati di decidere quale tipo di pena comminare di fronte ai reati più gravi, è il cosiddetto emendamento sulla sovranità nazionale, è stato approvato con 76 voti a favore, 72 contrari e 26 astenuti.
Questo emendamento - ha proseguito Sergio D'Elia - benché il capofila sia Singapore è di Putin poiché, la Federazione Russa ha portato con se, nel dare voto favorevole, paesi dell'ex impero sovietico, invece per il continente africano il capofila è stato il Sudafrica che si è portato dietro paesi anche abolizionisti come il Sudafrica stesso.
Io non do molta importanza al passaggio di questo emendamento - ha commentato il Segretario di NTC - perché è scontato che poi l'abolizione o il mantenimento della pena di morte lo decidono i governi e i parlamenti a livello nazionale. Si conferma quello che accade in questi ultimi tempi, i populismi sono in voga in molti paesi, ad esempio nelle Filippine dove il Presidente sceriffo Duterte sta facendo un vero massacro, nel nome della lotta della guerra alla droga le esecuzioni extra giudiziarie di presunti trafficanti, spacciatori sono all'ordine del giorno, e le Filippine che avevano sempre votato a favore della risoluzione questa volta, per la prima volta, si sono astenuti.
I passi positivi sono molti di più e vengono per la maggior parte dal Continente africano dove paesi che prima si astenevano sulla risoluzione, per la prima volta hanno votato a favore come il Gambia, La Guinea, la Namibia, il Malawi e lo Swaziland.
Mi preme molto sottolineare - ha proseguito D'Elia - i voti a favore per la prima volta dello Swaziland e del Malawi che sono stati oggetto di una missione di NTC due settimane fa, proprio al fine di ottenere un voto favorevole all'assemblea generale.
Due paesi della missione erano proprio il Malawi e lo Swaziland dove, negli incontri che ci sono stati con la delegazione di NTC guidata da Antonio Stango, il Ministro degli Esteri e il Ministro della Giustizia avevano annunciato il loro voto favorevole.
Infine - ha ricordato Sergio D'Elia - per la prima volta ha votato a favore lo Sri Lanka come aveva annunciato il Ministro della Giustizia al Congresso mondiale contro la pena di morte, ad Oslo nel giugno scorso.
Io credo che poi il passaggio definitivo, che si tiene tra un mese, nell'assemblea plenaria delle Nazioni Unite, registrerà ulteriori passaggi positivi: in III Commissione alcuni paesi erano assenti per vari motivi, anche paesi abolizionisti, paesi storicamente favorevoli alla moratoria ONU sull'esecuzioni, che si presenteranno al voto e voteranno a favore, è possibile prevedere quindi, che i 117 voti record del 2014 saranno superati, e noi lavoreremo in questo senso".
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