La polizia italiana, dopo aver ricevuto informazioni...
La polizia italiana, dopo aver ricevuto informazioni dell'intelligence degli Stati Uniti, ha arrestato 15 pachistani ritenuti collaboratori della rete terroristica al-Qaeda capeggiata da Bin Laden
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La polizia italiana, dopo aver ricevuto informazioni dell'intelligence degli Stati Uniti, ha arrestato 15 pachistani ritenuti collaboratori della rete terroristica al-Qaeda capeggiata da Bin Laden.
In una conferenza stampa ripresa dalla televisione, la polizia ha spiegato che gli arresti sono avvenuti sulla costa siciliana, su una imbarcazione in cui sono stati rinvenuti documenti e altro materiale che prova come il gruppo fosse legato alla rete terroristica.
Dall'11 settembre dello scorso anno sono almeno 60, in Italia, gli arresti di sospetti terroristi. Non c'è una versione ufficiale del numero di sospettati che si trovano attualmente in carcere ma durante un'intervista alla United Press International, prima di questa operazione, un ufficiale di polizia ha dichiarato che si tratterebbe di almeno una ventina di persone. Non è chiaro cosa accada ai sospettati dopo il loro arresto, ma secondo un giornale italiano, almeno quattro persone, tutti tunisini, arrestate l'anno scorso con l'accusa di far parte di al-Qaeda, sono state condannate a febbraio da un tribunale di Milano per traffico d'armi e documenti falsi. Stanno ora scontando una pena di 12 anni. In altri casi, però, le prove sono state ritenute insufficienti e gli arrestati rilasciati. Si presume, inoltre, che in qualche caso i terroristi siano stati estradati negli Stati Uniti, dove, se fosse provato il loro legame con gli attacchi dello scorso settembre, potrebbero essere giustiziati. Si tratta di un caso molto controverso: l'Italia ha completamente abolito la pena di morte nel 1978 e ha sempre espresso forti critiche nei confronti della pena capitale, che ancora si attua negli Stati Uniti.
Giuseppe Thorndike, commentatore politico e giornalista de La Repubblica in una intervista all'UPI afferma: "quello che molti vorrebbero sapere è quante volte le autorità italiane spediscono questi uomini in America dove si ritroveranno legati ad una sedia e giustiziati".
Secondo alcuni esperti legali, nei casi in cui vengano condannati, i criminali scontano la loro pena sul territorio italiano, ma se è dimostrato che i loro crimini sono stati commessi negli Stati Uniti, allora si procede all'estradizione. E' troppo presto per dire se gli uomini di quest'ultimo caso saranno accusati di crimini commessi in Italia.
In una conferenza stampa ripresa dalla televisione, la polizia ha spiegato che gli arresti sono avvenuti sulla costa siciliana, su una imbarcazione in cui sono stati rinvenuti documenti e altro materiale che prova come il gruppo fosse legato alla rete terroristica.
Dall'11 settembre dello scorso anno sono almeno 60, in Italia, gli arresti di sospetti terroristi. Non c'è una versione ufficiale del numero di sospettati che si trovano attualmente in carcere ma durante un'intervista alla United Press International, prima di questa operazione, un ufficiale di polizia ha dichiarato che si tratterebbe di almeno una ventina di persone. Non è chiaro cosa accada ai sospettati dopo il loro arresto, ma secondo un giornale italiano, almeno quattro persone, tutti tunisini, arrestate l'anno scorso con l'accusa di far parte di al-Qaeda, sono state condannate a febbraio da un tribunale di Milano per traffico d'armi e documenti falsi. Stanno ora scontando una pena di 12 anni. In altri casi, però, le prove sono state ritenute insufficienti e gli arrestati rilasciati. Si presume, inoltre, che in qualche caso i terroristi siano stati estradati negli Stati Uniti, dove, se fosse provato il loro legame con gli attacchi dello scorso settembre, potrebbero essere giustiziati. Si tratta di un caso molto controverso: l'Italia ha completamente abolito la pena di morte nel 1978 e ha sempre espresso forti critiche nei confronti della pena capitale, che ancora si attua negli Stati Uniti.
Giuseppe Thorndike, commentatore politico e giornalista de La Repubblica in una intervista all'UPI afferma: "quello che molti vorrebbero sapere è quante volte le autorità italiane spediscono questi uomini in America dove si ritroveranno legati ad una sedia e giustiziati".
Secondo alcuni esperti legali, nei casi in cui vengano condannati, i criminali scontano la loro pena sul territorio italiano, ma se è dimostrato che i loro crimini sono stati commessi negli Stati Uniti, allora si procede all'estradizione. E' troppo presto per dire se gli uomini di quest'ultimo caso saranno accusati di crimini commessi in Italia.
— FONTI
- (Fonti: United Press International, 12/09/2002)
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