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BIELORUSSIA

La pena di morte non è applicabile a chi aveva meno...

La pena di morte non è applicabile a chi aveva meno di 18 anni al tempo del reato, alle donne incinte e alle persone sopra i 65 anni al tempo della condanna

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La pena di morte non è applicabile a chi aveva meno di 18 anni al tempo del reato, alle donne incinte e alle persone sopra i 65 anni al tempo della condanna. La Costituzione dà al Presidente il potere di concedere la grazia. Il Codice Penale dichiara che la pena di morte può essere sostituita dall'ergastolo con un atto di clemenza. Una Commissione per la Grazia prepara dei casi da sottoporre al Presidente che decide poi se concedere o meno la grazia. Non vengono pubblicate statistiche o atti informativi relativi alle grazie concesse. Informazioni non ufficiali dicono che il Presidente non ha concesso grazie nel 2001.
Le informazioni sulla pena di morte sono considerate segreto di stato: ai familiari dei condannati non vengono comunicati la data e il luogo dell'esecuzione nemmeno dopo che il loro parente è stato giustiziato, il corpo non viene restituito alla famiglia né viene reso noto il luogo della sepoltura. Le esecuzioni avvengono tramite fucilazione. Si dubita che le garanzie di un processo equo vengano osservate in alcuni processi capitali.
Nel gennaio del 1997 l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha sospeso la Bielorussia dallo status di osservatore speciale, anche a motivo della sua posizione sulla pena di morte.
In un referendum del 1996, non riconosciuto dalla comunità internazionali a causa di gravi irregolarità, la maggioranza dei votanti si è espressa a favore della pena capitale. Il Presidente Alexander Lukashenko è stato aspramente criticato in Occidente per il suo ruolo autoritario. Nonostante le norme della costituzione del '94 stabiliscano elezioni quinquennali, il Presidente Lukashenko ha esteso il suo mandato fino al 2001 con il referendum del 1996. Le elezioni del 9 settembre 2001 lo hanno riconfermato in carica.