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La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati...

La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati quali omicidio, sedizione e traffico di droga

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La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati quali omicidio, sedizione e traffico di droga.
Nel marzo del 1998 il Governo del Bangladesh ha approvato l’uso della pena di morte per crimini commessi contro donne e bambini, compresi traffico di esseri umani, violenza sessuale e omicidio. Prima la pena massima per questi crimini era 10 anni di reclusione. Nel 1997 la pena capitale era stata estesa al dirottamento di aerei e al sabotaggio.
Il 13 marzo 2002 il Parlamento ha approvato una legge che prevede l’istituzione di tribunali speciali e processi per direttissima (da celebrare entro 90 giorni dalla denuncia) che possono condannare a morte per gli attacchi con acido e atti gravi di violenza contro donne e bambini, divenuti di anno in anno sempre più frequenti. Un rapporto della Fondazione per i Sopravvissuti all’Acido, ha detto che almeno 353 persone, tra cui 224 donne, sono state vittime di aggressioni con acido nei primi nove mesi del 2002. È stata approvata anche un’altra legge per la restrizione di produzione, importazione, trasporto e vendita di acido nel paese. Le condanne a morte sono notevolmente aumentate da quando sono stati introdotti questi tribunali speciali. Il 9 febbraio 2009, il governo ha approvato l’Ordinanza Anti-Terrorism, emanata dal precedente governo ad interim, che prevede la pena di morte per i terroristi.
“Qualunque persona venga giudicata colpevole di attività terroristiche, verrà condannata o a morte o all’ergastolo o al carcere duro per un massimo di 20 e un minimo di tre,” recita la legge.
Inoltre la legge autorizza la Banca del Bangladesh a congelare i conti dei sospetti terroristi.
La legge dice che chiunque commetta un omicidio infliggendo ferite atroci, tenga qualcuno segregato, sequestri o danneggi proprietà per creare panico tra la gente o al governo, o metta a repentaglio la sicurezza, la sovranità e l’integrità del paese con l’uso di esplosivi e armi, verrà imputato per reati terroristici.
Il 2 marzo 2010,  i giudici dell’Alta Corte, Imman Ali e Abdul Awal, hanno dichiarato incostituzionale la legislazione che nel Paese prevede la pena di morte obbligatoria.
Nel 2001, dopo tre anni di sospensione di fatto, il Bangladesh ha ripreso le esecuzioni e da allora le ha effettuate ogni anno. Gli ultimi dati registrati riportano 6 esecuzioni nel 2007, 5 nel 2008 e 3 nel 2009.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 il Bangladesh ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.