La pena di morte in Bangladesh è prevista dalla Costituzione che all’art 32 stabilisce
La pena di morte in Bangladesh è prevista dalla Costituzione che all’art 32 stabilisce
5 MIN DI LETTURA
La pena di morte in Bangladesh è prevista dalla Costituzione che all’art 32 stabilisce: “Nessuno può essere privato della vita ..salvo i casi previsti dalla legge”. Sono reati capitali: omicidio, sedizione, reati legati a possesso e traffico di droga, tradimento, spionaggio, reati militari.
Nel marzo del 1998 il Governo del Bangladesh ha approvato l’uso della pena di morte per crimini commessi contro donne e bambini, compresi traffico di esseri umani, violenza sessuale e omicidio. Prima la pena massima per questi crimini era 10 anni di reclusione. Nel 1997 la pena capitale era stata estesa al dirottamento di aerei e al sabotaggio.
Il 13 marzo 2002 il Parlamento ha approvato una legge che prevede l’istituzione di tribunali speciali e processi per direttissima (da celebrare entro 90 giorni dalla denuncia) che possono condannare a morte per gli attacchi con acido e atti gravi di violenza contro donne e bambini, divenuti di anno in anno sempre più frequenti. È stata approvata anche un’altra legge per la restrizione di produzione, importazione, trasporto e vendita di acido nel paese. Il 16 marzo 2004, il Parlamento ha approvato la proroga per altri due anni dei Tribunali per direttissima il cui mandato sarebbe scaduto il 9 aprile.
Le condanne a morte sono notevolmente aumentate da quando sono stati introdotti questi tribunali speciali. Gli atti terroristici, ma anche reati comuni come omicidio, estorsione e rapimento sono entrati sotto la giurisdizione dei tribunali per direttissima.
Il 19 febbraio 2009, il governo del Bangladesh ha approvato una legge molto severa contro il terrorismo che prevede la pena di morte o l’ergastolo o il carcere duro per un massimo di 20 anni e un minimo di tre. L’Ordinanza 2008 Anti-Terrorismo, presentata dal precedente governo ad interim, prevede che qualunque atto che minacci la sovranità, l’unità, l’integrità o la sicurezza del Bangladesh o crei panico tra la gente o sia d’ostacolo alle attività di organi dello Stato, sarà considerato terrorismo. Secondo l’ordinanza, viene definito come atto terroristico l’uso di bombe, dinamite o altri esplosivi, sostanze infiammabili, armi da fuoco o qualunque altra sostanza chimica in modo da ferire o uccidere qualcuno per creare panico tra la gente, e il danneggiamento di proprietà pubbliche o private. Minacciare qualcuno di morte, prendere ostaggi, aggredire qualcuno fisicamente o creare panico tra la gente, trattenere o sequestrare una persona, sono tutti atti considerati terroristici.
Il 2 marzo 2010, i giudici dell’Alta Corte, Imman Ali e Abdul Awal, hanno dichiarato incostituzionale la legislazione che nel Paese prevede la pena di morte obbligatoria.
Il 26 dicembre 2011, il Governo del Bangladesh ha approvato la bozza finale dell’Anti-terrorism (amendment) Act, 2011, che prevede la pena di morte per chi sia coinvolto, sostenga o finanzi attività terroristiche nel Paese. Inoltre, chiunque svolga o sostenga, dal Bangladesh, attività terroristiche in altri Paesi, sia esso cittadino o straniero, verrà processato in base a questa legge.
Il 16 febbraio 2012, la Legge Anti-Terrorismo (Emendamento) 2012 è stata approvata dal Parlamento unicamerale del Bangladesh e prevede sempre la condanna a morte come pena massima. I lavori dell’Assemblea erano condotti dal Vice-presidente Col. (in pensione) Shawkat Ali. La Legge Anti-Terrorismo 2012 era stata presentata in Parlamento dal ministro degli Interni Shahara Khatun, secondo cui la Legge Anti-Terrorismo (Emendamento) 2009 è stata ripresa per far fronte a varie attività criminali e per proteggere la sovranità del Paese. Secondo i proponenti, la Legge del 2009 è stata emendata per porre fine all’uso del territorio del Bangladesh per condurre qualsiasi attività terroristica nel Paese o in altri Paesi, con uso di armi illegali ed esplosivi.
Le esecuzioni vengono eseguite in carcere tramite impiccagione. Secondo l’ONG Odhikar, a volte altri prigionieri sono costretti a effettuare le esecuzioni dei loro compagni detenuti senza alcun fondamento giuridico nella legislazione nazionale.
Nel 2001, dopo tre anni di sospensione di fatto, sono riprese le esecuzioni in Bangladesh. Due uomini sono stati impiccati tra febbraio e marzo e un altro è stato giustiziato a novembre. Due persone sono state impiccate nel 2002 e altre due nel 2003. Le esecuzioni nel 2004 sono salite a 13, mentre nel 2005 sono state almeno 5. Sono 4 le esecuzioni riportate per il 2006, 6 quelle per il 2007, 5 nel 2008 e 3 nel 2009. Le esecuzioni nel 2010 sono state 9, mentre sono state comminate almeno 47 condanne a morte.
Nel 2011 sono state effettuate almeno 5 esecuzioni. Secondo il Rapporto Annuale sui Diritti Umani della ONG Odhikar (Diritti), 97 persone hanno ricevuto la condanna a morte da vari tribunali nel 2011 mentre nel 2012 77 sono state le condanne a morte pronunciate e vi è stata 1 esecuzione. Il 12 aprile 2012, Basir Mia, un uomo di 42 anni originario del Distretto di Brahmanbaria, è stato giustiziato nella prigione centrale di Comilla. Il 14 ottobre del 2001, un cadavere era stato trovato in un campo ad Akhaura ed era stato accusato dell’omicidio e giudicato colpevole in base a un'indagine di polizia. Il giudice della sezione aggiunta di Brahmanbaria-2 lo aveva condannato a morte il 26 gennaio 2002.
Ci sono oltre 1.000 persone detenute nel braccio della morte in Bangladesh.
Il Consiglio dei diritti umani, nell’ambito della Revisione Periodica Universale dei diritti umani, nel 2009, ha raccomandato che il Bangladesh istituisca una moratoria delle esecuzioni, limiti il campo di applicazione della pena di morte conformemente agli standard minimi internazionali ed abolisca la pena di morte.
Il 20 dicembre 2012, il Bangladesh ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel marzo del 1998 il Governo del Bangladesh ha approvato l’uso della pena di morte per crimini commessi contro donne e bambini, compresi traffico di esseri umani, violenza sessuale e omicidio. Prima la pena massima per questi crimini era 10 anni di reclusione. Nel 1997 la pena capitale era stata estesa al dirottamento di aerei e al sabotaggio.
Il 13 marzo 2002 il Parlamento ha approvato una legge che prevede l’istituzione di tribunali speciali e processi per direttissima (da celebrare entro 90 giorni dalla denuncia) che possono condannare a morte per gli attacchi con acido e atti gravi di violenza contro donne e bambini, divenuti di anno in anno sempre più frequenti. È stata approvata anche un’altra legge per la restrizione di produzione, importazione, trasporto e vendita di acido nel paese. Il 16 marzo 2004, il Parlamento ha approvato la proroga per altri due anni dei Tribunali per direttissima il cui mandato sarebbe scaduto il 9 aprile.
Le condanne a morte sono notevolmente aumentate da quando sono stati introdotti questi tribunali speciali. Gli atti terroristici, ma anche reati comuni come omicidio, estorsione e rapimento sono entrati sotto la giurisdizione dei tribunali per direttissima.
Il 19 febbraio 2009, il governo del Bangladesh ha approvato una legge molto severa contro il terrorismo che prevede la pena di morte o l’ergastolo o il carcere duro per un massimo di 20 anni e un minimo di tre. L’Ordinanza 2008 Anti-Terrorismo, presentata dal precedente governo ad interim, prevede che qualunque atto che minacci la sovranità, l’unità, l’integrità o la sicurezza del Bangladesh o crei panico tra la gente o sia d’ostacolo alle attività di organi dello Stato, sarà considerato terrorismo. Secondo l’ordinanza, viene definito come atto terroristico l’uso di bombe, dinamite o altri esplosivi, sostanze infiammabili, armi da fuoco o qualunque altra sostanza chimica in modo da ferire o uccidere qualcuno per creare panico tra la gente, e il danneggiamento di proprietà pubbliche o private. Minacciare qualcuno di morte, prendere ostaggi, aggredire qualcuno fisicamente o creare panico tra la gente, trattenere o sequestrare una persona, sono tutti atti considerati terroristici.
Il 2 marzo 2010, i giudici dell’Alta Corte, Imman Ali e Abdul Awal, hanno dichiarato incostituzionale la legislazione che nel Paese prevede la pena di morte obbligatoria.
Il 26 dicembre 2011, il Governo del Bangladesh ha approvato la bozza finale dell’Anti-terrorism (amendment) Act, 2011, che prevede la pena di morte per chi sia coinvolto, sostenga o finanzi attività terroristiche nel Paese. Inoltre, chiunque svolga o sostenga, dal Bangladesh, attività terroristiche in altri Paesi, sia esso cittadino o straniero, verrà processato in base a questa legge.
Il 16 febbraio 2012, la Legge Anti-Terrorismo (Emendamento) 2012 è stata approvata dal Parlamento unicamerale del Bangladesh e prevede sempre la condanna a morte come pena massima. I lavori dell’Assemblea erano condotti dal Vice-presidente Col. (in pensione) Shawkat Ali. La Legge Anti-Terrorismo 2012 era stata presentata in Parlamento dal ministro degli Interni Shahara Khatun, secondo cui la Legge Anti-Terrorismo (Emendamento) 2009 è stata ripresa per far fronte a varie attività criminali e per proteggere la sovranità del Paese. Secondo i proponenti, la Legge del 2009 è stata emendata per porre fine all’uso del territorio del Bangladesh per condurre qualsiasi attività terroristica nel Paese o in altri Paesi, con uso di armi illegali ed esplosivi.
Le esecuzioni vengono eseguite in carcere tramite impiccagione. Secondo l’ONG Odhikar, a volte altri prigionieri sono costretti a effettuare le esecuzioni dei loro compagni detenuti senza alcun fondamento giuridico nella legislazione nazionale.
Nel 2001, dopo tre anni di sospensione di fatto, sono riprese le esecuzioni in Bangladesh. Due uomini sono stati impiccati tra febbraio e marzo e un altro è stato giustiziato a novembre. Due persone sono state impiccate nel 2002 e altre due nel 2003. Le esecuzioni nel 2004 sono salite a 13, mentre nel 2005 sono state almeno 5. Sono 4 le esecuzioni riportate per il 2006, 6 quelle per il 2007, 5 nel 2008 e 3 nel 2009. Le esecuzioni nel 2010 sono state 9, mentre sono state comminate almeno 47 condanne a morte.
Nel 2011 sono state effettuate almeno 5 esecuzioni. Secondo il Rapporto Annuale sui Diritti Umani della ONG Odhikar (Diritti), 97 persone hanno ricevuto la condanna a morte da vari tribunali nel 2011 mentre nel 2012 77 sono state le condanne a morte pronunciate e vi è stata 1 esecuzione. Il 12 aprile 2012, Basir Mia, un uomo di 42 anni originario del Distretto di Brahmanbaria, è stato giustiziato nella prigione centrale di Comilla. Il 14 ottobre del 2001, un cadavere era stato trovato in un campo ad Akhaura ed era stato accusato dell’omicidio e giudicato colpevole in base a un'indagine di polizia. Il giudice della sezione aggiunta di Brahmanbaria-2 lo aveva condannato a morte il 26 gennaio 2002.
Ci sono oltre 1.000 persone detenute nel braccio della morte in Bangladesh.
Il Consiglio dei diritti umani, nell’ambito della Revisione Periodica Universale dei diritti umani, nel 2009, ha raccomandato che il Bangladesh istituisca una moratoria delle esecuzioni, limiti il campo di applicazione della pena di morte conformemente agli standard minimi internazionali ed abolisca la pena di morte.
Il 20 dicembre 2012, il Bangladesh ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
