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TURCHIA

La pena di morte è stata abolita completamente in Turchia grazie a un complesso di emendamenti costituzionali e legislativi.

La pena di morte è stata abolita completamente in Turchia grazie a un complesso di emendamenti costituzionali e legislativi.

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La pena di morte è stata abolita completamente in Turchia grazie a un complesso di emendamenti costituzionali e legislativi. Le modifiche apportate alla Costituzione il 7 maggio 2004 hanno cancellato ogni riferimento alla pena di morte in essa presente. Inoltre, con le modifiche di legge approvate il 21 luglio 2004, la pena capitale è stata abolita per tutte le circostanze.
Il 3 agosto 2002, il Parlamento turco aveva già approvato un pacchetto di riforme democratiche che includevano l’abolizione della pena di morte in tempo di pace. Le nuove leggi sono state ratificate dal Presidente e sono entrate in vigore il 9 agosto 2002. In questo modo la Turchia era divenuta abolizionista per reati ordinari mantenendo la pena di morte solo per i “reati commessi in tempo di guerra o di imminente minaccia di guerra”. La legge del 2002 aveva sostituito la pena capitale per atti terroristici con l’ergastolo. Il 12 novembre 2003, la Turchia aveva poi ratificato il Sesto Protocollo alla Convenzione Europea sui Diritti Umani relativo all’abolizione della pena di morte in tempo di pace.
Un passo ulteriore di conferma dell’abolizione totale, la Turchia lo ha compiuto il 20 febbraio 2006 con la ratifica del 13° Protocollo alla Convenzione europea sui diritti umani che abolisce la pena di morte per tutti i reati.
L’ultima esecuzione in Turchia è avvenuta nell’ottobre del 1984, e ha suscitato proteste internazionali. Hidir Aslan, 28 anni, è stato giustiziato perché considerato membro di un’organizzazione illegale, senza che a suo carico vi fosse nessuna accusa di omicidio. Dopo questo caso, il paese ha attuato una moratoria delle esecuzioni de facto.
Il mantenimento formale della pena di morte in Turchia era stato largamente attribuito alla pressione politica esercitata per l’esecuzione del leader del PKK Abdullah Ocalan, condannato a morte, il 29 giugno 1999 per il ruolo svolto nel conflitto armato, durato 16 anni, nel sud-est del paese e costato la vita a 30.000 persone. Nel gennaio 2000, la Turchia aveva sospeso la condanna del leader curdo su richiesta della Corte Europea per i Diritti Umani che stava esaminando il caso. Tuttavia, nell’ottobre 2002, prima che la corte prendesse una decisione, la Corte Nazionale di Sicurezza turca aveva commutato la condanna a morte di Ocalan in ergastolo, in linea con la decisione, presa in agosto, di abolire la pena di morte nel paese per conformarsi ai criteri europei sui diritti umani.
Il 2 marzo 2006, la Turchia ha ratificato il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (per l'abolizione della pena di morte).
Il 17 dicembre 2018, la Turchia ha nuovamente votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ma non ha cosponsorizzato il testo.