Nessuno tocchi Caino
LIBANO

La pena di morte è prevista per l'omicidio premeditato

La pena di morte è prevista per l'omicidio premeditato

2 MIN DI LETTURA
La pena di morte è prevista per l'omicidio premeditato. E' stata reintrodotta nel 1994 col proposito dichiarato di arginare la criminalità e proteggere la società.
La prima esecuzione in pubblico dopo la reintroduzione è stata effettuata il 19 maggio 1998. Oltre 1.000 persone hanno assistito all'esecuzione di due condannati per omicidio: sono stati impiccati vicino all'abitazione delle vittime e i loro corpi lasciati esposti al pubblico per un'ora.
E' stata anche l'ultima esecuzione: il patibolo non funzionò a dovere e da allora la polemica sulla legge del 1994 sulla pena di morte è diventata argomento sempre più frequente di dibattito tra i politici, gli attivisti dei diritti umani e molti giudici. In più di una occasione alcuni giudici hanno detto di non essere soddisfatti dell'automatismo che li costringe a emettere condanne a morte impedendo l'utilizzo di condanne minori. Il 26 luglio 2001, il Parlamento libanese ha approvato all'unanimità una legge che attribuisce ai giudici facoltà di condannare a morte gli imputati solo in casi estremi. La legge rimpiazza l'art. 302 del Codice Penale, che rendeva la pena di morte obbligatoria per tutti gli omicidi premeditati e aboliva la facoltà del giudice di considerare le attenuanti.
Dall'indipendenza, sono state giustiziate in Libano circa 48 persone: 34 impiccate e 14 fucilate. Erano tutti maschi, più della metà avevano meno di 27 anni e circa 20 erano sposati e avevano figli. Tra il 1994, anno della reintroduzione e la fine del 1998 quando è stato nominato Primo Ministro Salim Hoss, un convinto abolizionista che ha bloccato le esecuzioni, sono state eseguite 14 condanne a morte.
Nel dicembre 2001, il Presidente Emile Lahoud ha detto di sentirsi impegnato a mantenere una moratoria sulle esecuzioni per l'intera durata del suo mandato.