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COREA DEL SUD

La pena di morte è prevista dal Codice Penale (1953)...

La pena di morte è prevista dal Codice Penale (1953) per reati ordinari e politici

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La pena di morte è prevista dal Codice Penale (1953) per reati ordinari e politici. Al 31 marzo 2000, 67 degli 88 prigionieri politici erano detenuti or condannati secondo la Legge sulla Sicurezza Nazionale. La maggior parte degli arresti sono avvenuti in base all'articolo 7 della legge, che stabilisce fino a sette anni di carcere sulla base di accuse vagamente definite di "lodare" e "beneficiare" la Corea del Nord. La Legge sulla Sicurezza Nazionale stabilisce anche lunghe pene detentive e perfino la pena di morte per "attività anti-statali" e "di spionaggio" con riferimento ad attività di sud-coreani che sostengano o aiutino la Corea del Nord. Questi termini non sono definiti chiaramente e sono spesso stati usati per imprigionare persone ingiustamente. Inoltre, la maggior parte delle persone arrestate in base alla Legge sulla Sicurezza Nazionale sono detenute per aver esercitato i loro diritti alla libertà di espressione e di associazione. Ancora, l'articolo 10 della Legge tratta di coloro che omettano di informare le autorità investigative su agenti spionistici inviati dalla Corea del Nord. Nell'ottobre-novembre 1999, dopo aver preso in considerazione il rapporto iniziale della Corea del Sud nel quadro del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR, ratificato dalla Corea del Sud), la Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite ha raccomandato che la Corea del Sud "superi la Legge sulla Sicurezza Nazionale". Ha anche chiesto al governo coreano di "emendare urgentemente l'articolo 7 in modo tale da renderlo compatibile con il Patto".
FONTI
  • (Fonti: M2 Presswire, 27/06/2000)