La maggioranza dei giurati che hanno giudicato quattro...
La maggioranza dei giurati che hanno giudicato quattro uomini in relazione agli attentati con esplosivi del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania aveva scelto la pena di morte per i due terroristi passibili di pena capitale
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La maggioranza dei giurati che hanno giudicato quattro uomini in relazione agli attentati con esplosivi del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania aveva scelto la pena di morte per i due terroristi passibili di pena capitale.
La rivelazione � giunta da due donne giurato, conosciute solo come Giurato 2 e Giurato 7, che hanno partecipato alla fase della sentenza.
Mohamed al-'Owhali, Mohamed Odeh, Khalfan Khamis Mohamed sono stati condannati per i loro ruoli negli attentati contro le ambasciate USA di Dar es Salaam, Tanzania, e Nairobi, Kenia, il 7 agosto 1998. Questi tre sono stati inoltre condannati insieme a Wadih el Hage per aver preso parte a una cospirazione per uccidere cittadini americani e distruggere propriet� USA in giro per il mondo.
Secondo i due giurati, il 10 luglio 2001, alla fine del processo, la giuria aveva votato 9 a 3 a favore dell'esecuzione di al-'Owhali e Khamis Mohamed.
Ma la legge federale impone che la giuria sia unanime nell'imporre una condanna a morte. Dopo aver fallito nel raggiungere una conclusione unanime nella fase della pena, la giuria non ha avuto altra possibilit�: al-'Owhali e Khamis Mohamed avrebbero ricevuto l'ergastolo senza condizionale, la sentenza che ha pronunciato il giudice Leonard Sand.
Anche i co-imputati el Hage e Odeh hanno ricevuto l'ergastolo, ma per loro non era stata chiesta la pena di morte. "Per me � peggio della morte", ha detto il Giurato 2. "Meglio morto piuttosto che trascorrere il resto della mia vita pensando a quello che ho commesso."
Alcuni giurati hanno dichiarato sui loro moduli [verdict form] che la vita dietro le sbarre � una punizione pi� dura della morte mediante iniezione letale. I giurati che hanno parlato con i giornalisti hanno descritto il dibattito sulla pena di morte come le loro ore pi� difficili, una lotta tra la vendetta e la giustizia per le 213 persone uccise in Kenia e le 11 uccise in Tanzania.
"In questo caso � stata una sanzione appropriata," ha detto il Giurato 2. "Se consideri le morti che hanno causato, non c'� orrore pi� grande".
I due giurati erano tra i dodici cittadini newyorkesi che quest'anno hanno trascorso sette mesi come pubblico scelto di una sorta di seminario giudiziario su attentati dinamitardi, terrorismo, Osama bin Laden e fondamentalismo islamico.
Grazie al clamore suscitato prima del processo e all'onere di farne parte, � stato passato al vaglio un gruppo di 1.300 candidati alla giuria, ciascuno dei quali ha risposto ad un questionario di 96 pagine, prima di essere sottoposto a delle domande nell'aula del tribunale. La composizione della giuria � rimasta anonima durante il processo, sebbene qualche informazione biografica sia stata ricavata dai loro questionari di giuria.
Il Giurato 2 era una bianca di 53 anni residente a Manhattan e registrata come infermiera. Il Giurato 7 era un ragioniere di colore di 43 anni nativo di Haiti e naturalizzato americano.
La rivelazione � giunta da due donne giurato, conosciute solo come Giurato 2 e Giurato 7, che hanno partecipato alla fase della sentenza.
Mohamed al-'Owhali, Mohamed Odeh, Khalfan Khamis Mohamed sono stati condannati per i loro ruoli negli attentati contro le ambasciate USA di Dar es Salaam, Tanzania, e Nairobi, Kenia, il 7 agosto 1998. Questi tre sono stati inoltre condannati insieme a Wadih el Hage per aver preso parte a una cospirazione per uccidere cittadini americani e distruggere propriet� USA in giro per il mondo.
Secondo i due giurati, il 10 luglio 2001, alla fine del processo, la giuria aveva votato 9 a 3 a favore dell'esecuzione di al-'Owhali e Khamis Mohamed.
Ma la legge federale impone che la giuria sia unanime nell'imporre una condanna a morte. Dopo aver fallito nel raggiungere una conclusione unanime nella fase della pena, la giuria non ha avuto altra possibilit�: al-'Owhali e Khamis Mohamed avrebbero ricevuto l'ergastolo senza condizionale, la sentenza che ha pronunciato il giudice Leonard Sand.
Anche i co-imputati el Hage e Odeh hanno ricevuto l'ergastolo, ma per loro non era stata chiesta la pena di morte. "Per me � peggio della morte", ha detto il Giurato 2. "Meglio morto piuttosto che trascorrere il resto della mia vita pensando a quello che ho commesso."
Alcuni giurati hanno dichiarato sui loro moduli [verdict form] che la vita dietro le sbarre � una punizione pi� dura della morte mediante iniezione letale. I giurati che hanno parlato con i giornalisti hanno descritto il dibattito sulla pena di morte come le loro ore pi� difficili, una lotta tra la vendetta e la giustizia per le 213 persone uccise in Kenia e le 11 uccise in Tanzania.
"In questo caso � stata una sanzione appropriata," ha detto il Giurato 2. "Se consideri le morti che hanno causato, non c'� orrore pi� grande".
I due giurati erano tra i dodici cittadini newyorkesi che quest'anno hanno trascorso sette mesi come pubblico scelto di una sorta di seminario giudiziario su attentati dinamitardi, terrorismo, Osama bin Laden e fondamentalismo islamico.
Grazie al clamore suscitato prima del processo e all'onere di farne parte, � stato passato al vaglio un gruppo di 1.300 candidati alla giuria, ciascuno dei quali ha risposto ad un questionario di 96 pagine, prima di essere sottoposto a delle domande nell'aula del tribunale. La composizione della giuria � rimasta anonima durante il processo, sebbene qualche informazione biografica sia stata ricavata dai loro questionari di giuria.
Il Giurato 2 era una bianca di 53 anni residente a Manhattan e registrata come infermiera. Il Giurato 7 era un ragioniere di colore di 43 anni nativo di Haiti e naturalizzato americano.
— FONTI
- (Fonti: CNN, 19/10/2001)
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