La legge dell'Algeria prevede la pena di morte per...
La legge dell'Algeria prevede la pena di morte per una serie di reati compresi crimini ordinari
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La legge dell’Algeria prevede la pena di morte per una serie di reati compresi crimini ordinari.
Nel 1992 la pena capitale è stata estesa agli atti terroristici. Sono reati capitali, tra gli altri: tradimento e spionaggio, tentativi di rovesciare il regime o atti di istigazione, distruzione del territorio, sabotaggio di servizi pubblici o dell’economia, massacri e stragi, partecipazione a bande armate o a movimenti insurrezionali, falsificazione, omicidio, torture o crudeltà, rapimento di bambini e furto aggravato.
Gli eventi politici del 1991-92, culminati nell’annullamento del voto dopo la vittoria elettorale del Fronte Islamico e le successive azioni terroristiche, hanno portato a dichiarare lo stato d’emergenza e a introdurre leggi speciali nel settembre 1992 (decreto antiterrorismo) allargando l’applicazione della pena di morte. Questo decreto speciale è stato quasi totalmente ripreso nella legge ordinaria del 1995 attualmente in vigore.
L’ex Presidente Liamine Zeroual ha dichiarato una moratoria nel dicembre 1993 e da allora non vi sono state esecuzioni in Algeria. L’ultima ha avuto luogo nell’agosto del 1993, quando sono stati giustiziati sette militanti islamici per un attentato dinamitardo nel 1992 all’aeroporto di Algeri che aveva provocato una quarantina di morti. Erano stati condannati a morte da tribunali speciali che da allora sono stati sciolti.
Il 15 aprile 1999 Abdelaziz Bouteflika è stato eletto Presidente e, dopo 7 anni di guerra civile, 100.000 omicidi, centinaia di persone scomparse, disoccupazione e difficoltà istituzionali, ha lanciato una politica di riconciliazione. Nel 2001 il Presidente ha graziato 7.000 prigionieri e a 115 condannati a morte è stata commutata la pena in ergastolo. Contraddicendo quanto espresso in passato dallo stesso ministro della giustizia algerino, favorevole all’abolizione della pena capitale, soprattutto in considerazione delle richieste della comunità internazionale, il 17 ottobre 2006, il Parlamento algerino ha votato contro l’eliminazione della pena di morte dal nuovo codice penale.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 l’Algeria ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel 1992 la pena capitale è stata estesa agli atti terroristici. Sono reati capitali, tra gli altri: tradimento e spionaggio, tentativi di rovesciare il regime o atti di istigazione, distruzione del territorio, sabotaggio di servizi pubblici o dell’economia, massacri e stragi, partecipazione a bande armate o a movimenti insurrezionali, falsificazione, omicidio, torture o crudeltà, rapimento di bambini e furto aggravato.
Gli eventi politici del 1991-92, culminati nell’annullamento del voto dopo la vittoria elettorale del Fronte Islamico e le successive azioni terroristiche, hanno portato a dichiarare lo stato d’emergenza e a introdurre leggi speciali nel settembre 1992 (decreto antiterrorismo) allargando l’applicazione della pena di morte. Questo decreto speciale è stato quasi totalmente ripreso nella legge ordinaria del 1995 attualmente in vigore.
L’ex Presidente Liamine Zeroual ha dichiarato una moratoria nel dicembre 1993 e da allora non vi sono state esecuzioni in Algeria. L’ultima ha avuto luogo nell’agosto del 1993, quando sono stati giustiziati sette militanti islamici per un attentato dinamitardo nel 1992 all’aeroporto di Algeri che aveva provocato una quarantina di morti. Erano stati condannati a morte da tribunali speciali che da allora sono stati sciolti.
Il 15 aprile 1999 Abdelaziz Bouteflika è stato eletto Presidente e, dopo 7 anni di guerra civile, 100.000 omicidi, centinaia di persone scomparse, disoccupazione e difficoltà istituzionali, ha lanciato una politica di riconciliazione. Nel 2001 il Presidente ha graziato 7.000 prigionieri e a 115 condannati a morte è stata commutata la pena in ergastolo. Contraddicendo quanto espresso in passato dallo stesso ministro della giustizia algerino, favorevole all’abolizione della pena capitale, soprattutto in considerazione delle richieste della comunità internazionale, il 17 ottobre 2006, il Parlamento algerino ha votato contro l’eliminazione della pena di morte dal nuovo codice penale.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 l’Algeria ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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