La Costituzione del 1991, prevede la pena di morte...
La Costituzione del 1991, prevede la pena di morte nella Parte III sulla "Protezione dei Diritti Umani e le Libertà Fondamentale dell'Individuo"
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La Costituzione del 1991, prevede la pena di morte nella Parte III sulla “Protezione dei Diritti Umani e le Libertà Fondamentale dell’Individuo”. L’Art. 12, che si occupa del diritto alla vita, al punto (1) dichiara: “Nessuno sarà privato della vita intenzionalmente ad eccezione del caso di una condanna emessa da una corte per un reato penale secondo la legge vigente in Zambia”. La costituzione del 1996 che emenda quella del 1991, mantiene questo articolo. Non si possono emettere condanne a morte nei confronti di minori al momento del crimine e di donne incinte.
Il Codice Penale, alla sezione 43, prevede obbligatoriamente la pena capitale nei casi di alto tradimento, omicidio e rapina a mano armata.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio 1997, quando l’ex Presidente Frederick Chiluba autorizzò l’impiccagione di 8 detenuti avvenuta lo stesso giorno. È stato l’unico caso in cui Chiluba abbia approvato un’esecuzione nel corso dei suoi 10 anni di carica.
Dopo il Governo del Presidente Kenneth Kaunda ininterrottamente al potere sin dai giorni della indipendenza nel 1964, la transizione a un sistema multipartitico nel 1991 ha segnato l’inizio di un percorso di democratizzazione del paese che non si è ancora sviluppato del tutto. Dopo due mandati del Presidente Frederick Chiluba, le elezioni del 2001 hanno portato al Governo Levy Mwanawasa, un Presidente che non ha esitato nel sostenere l’azione anticorruzione condotta dalle autorità nei confronti dell’ex Presidente Chiluba che pure lo aveva indicato come suo successore. Nell’agosto 2003, il Parlamento ha deciso di abolire le punizioni corporali.
Dall’ultima esecuzione avvenuta nel ’97 c’è una moratoria di fatto, grazie anche al Presidente Mwanawasa, un cristiano battista di sentimenti abolizionisti che da quando è in carica si è rifiutato di firmare i decreti di esecuzione. Nell’aprile 2003 il Presidente ha istituito una commissione che riveda la Costituzione e giudichi se sia il caso di abolire la pena di morte.
Il 21 maggio del 2003, il Presidente Levy Mwanawasa si è rifiutato di firmare decine di condanne a morte e ha commutato tutte le sentenze in ergastolo.
Il 27 febbraio 2004, il Presidente Mwanawasa ha commutato in pene detentive, comprese tra i 10 e i 20 anni, 44 condanne a morte nei confronti di militari giudicati colpevoli nel 1999 in relazione al tentato colpo di stato contro l'ex presidente Frederick Chiluba; ha anche annunciato che il governo chiederà al Parlamento di abolire la pena capitale e, nel frattempo, ha ordinato la revisione di tutti i processi capitali, con l’intenzione di commutarne la pena.
Il 7 maggio 2004, altre 15 condanne a morte, che erano state emesse per omicidio e rapina aggravata, sono state commutate in pene detentive varianti tra i 20 e i 50 anni. Al 21 ottobre 2004, erano 259 i condannati a morte nel paese, tutti detenuti nel carcere di massima sicurezza di Mukobeko.
Il Codice Penale, alla sezione 43, prevede obbligatoriamente la pena capitale nei casi di alto tradimento, omicidio e rapina a mano armata.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio 1997, quando l’ex Presidente Frederick Chiluba autorizzò l’impiccagione di 8 detenuti avvenuta lo stesso giorno. È stato l’unico caso in cui Chiluba abbia approvato un’esecuzione nel corso dei suoi 10 anni di carica.
Dopo il Governo del Presidente Kenneth Kaunda ininterrottamente al potere sin dai giorni della indipendenza nel 1964, la transizione a un sistema multipartitico nel 1991 ha segnato l’inizio di un percorso di democratizzazione del paese che non si è ancora sviluppato del tutto. Dopo due mandati del Presidente Frederick Chiluba, le elezioni del 2001 hanno portato al Governo Levy Mwanawasa, un Presidente che non ha esitato nel sostenere l’azione anticorruzione condotta dalle autorità nei confronti dell’ex Presidente Chiluba che pure lo aveva indicato come suo successore. Nell’agosto 2003, il Parlamento ha deciso di abolire le punizioni corporali.
Dall’ultima esecuzione avvenuta nel ’97 c’è una moratoria di fatto, grazie anche al Presidente Mwanawasa, un cristiano battista di sentimenti abolizionisti che da quando è in carica si è rifiutato di firmare i decreti di esecuzione. Nell’aprile 2003 il Presidente ha istituito una commissione che riveda la Costituzione e giudichi se sia il caso di abolire la pena di morte.
Il 21 maggio del 2003, il Presidente Levy Mwanawasa si è rifiutato di firmare decine di condanne a morte e ha commutato tutte le sentenze in ergastolo.
Il 27 febbraio 2004, il Presidente Mwanawasa ha commutato in pene detentive, comprese tra i 10 e i 20 anni, 44 condanne a morte nei confronti di militari giudicati colpevoli nel 1999 in relazione al tentato colpo di stato contro l'ex presidente Frederick Chiluba; ha anche annunciato che il governo chiederà al Parlamento di abolire la pena capitale e, nel frattempo, ha ordinato la revisione di tutti i processi capitali, con l’intenzione di commutarne la pena.
Il 7 maggio 2004, altre 15 condanne a morte, che erano state emesse per omicidio e rapina aggravata, sono state commutate in pene detentive varianti tra i 20 e i 50 anni. Al 21 ottobre 2004, erano 259 i condannati a morte nel paese, tutti detenuti nel carcere di massima sicurezza di Mukobeko.
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