La Corte suprema ha approvato la condanna a morte per...
La Corte suprema ha approvato la condanna a morte per i responsabili di uccisioni di persone innocenti di particolari comunità religiose, gruppi etnici o classi [sociali]
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La Corte suprema ha approvato la condanna a morte per i responsabili di uccisioni di persone innocenti di particolari comunità religiose, gruppi etnici o classi [sociali].
In un verdetto con due voti favorevoli e un contrario, la Corte ha confermato la condanna a morte dei quattro attivisti del Centro comunista maoista responsabili dell'assassinio di 35 persone appartenenti alle caste superiori, avvenuto a Bihar dieci anni fa. Mentre il giudice M B Shah ha dissentito dal verdetto, i giudici B N Agraval e Arijit Pasayat hanno scritto nella sentenza che, nella sciagurata e raccapricciante carneficina, 35 persone di una comunità, " un tempo la più importante dello Stato e guida di Bihar per decenni, sono state massacrate con l'empia alleanza di appartenenti ad un'altra comunità, e con la conseguenza di dare l'avvio ad una guerra di caste tra ricchi e poveri".
Senza riferirsi direttamente alle più recenti uccisioni, in nome della religione, di persone innocenti appartenenti a comunità diverse, il giudice ha dichiarato, "In un paese come il nostro, dove la discriminazione sulla base dell'appartenenza di casta o di religione è un tabù, l'uccisione di persone appartenenti a un'altra casta o a un'altra religione non può che avere effetti pericolosi sulla società nel suo insieme".
In un verdetto con due voti favorevoli e un contrario, la Corte ha confermato la condanna a morte dei quattro attivisti del Centro comunista maoista responsabili dell'assassinio di 35 persone appartenenti alle caste superiori, avvenuto a Bihar dieci anni fa. Mentre il giudice M B Shah ha dissentito dal verdetto, i giudici B N Agraval e Arijit Pasayat hanno scritto nella sentenza che, nella sciagurata e raccapricciante carneficina, 35 persone di una comunità, " un tempo la più importante dello Stato e guida di Bihar per decenni, sono state massacrate con l'empia alleanza di appartenenti ad un'altra comunità, e con la conseguenza di dare l'avvio ad una guerra di caste tra ricchi e poveri".
Senza riferirsi direttamente alle più recenti uccisioni, in nome della religione, di persone innocenti appartenenti a comunità diverse, il giudice ha dichiarato, "In un paese come il nostro, dove la discriminazione sulla base dell'appartenenza di casta o di religione è un tabù, l'uccisione di persone appartenenti a un'altra casta o a un'altra religione non può che avere effetti pericolosi sulla società nel suo insieme".
— FONTI
- (Fonti: TIMES OF INDIA 28/04/2002)
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