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la Corte Suprema giapponese ha respinto l’appello contro la condanna a morte di Takehiko Tanaka...

la Corte Suprema giapponese ha respinto l’appello contro la condanna a morte di Takehiko Tanaka, 42 anni, ex membro di un gruppo di destra, condannato per due omicidi avvenuti nel 1992 e nel 1994, mantenendo la decisione dell’alta corte.

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la Corte Suprema giapponese ha respinto l’appello contro la condanna a morte di Takehiko Tanaka, 42 anni, ex membro di un gruppo di destra, condannato per due omicidi avvenuti nel 1992 e nel 1994, mantenendo la decisione dell’alta corte.
Il giudice Toyozo Ueda che presiedeva la corte N. 3, nell’emettere il verdetto a dichiarato che gli omicidi erano “premeditati, brutali e crudeli. La pena di morte era inevitabile poiché lui ha giocato un ruolo centrale nei crimini.”
Secondo la sentenza, Tanaka, insieme ad altri, avrebbe strangolato Toshiaki Ichikawa, 29 anni, venditore d’auto, per problemi di soldi, a Moriguchi, nella prefettura di Osaka, nel febbraio 1992. Avrebbe poi bruciato il corpo della vittima.
Ad aprile del 1994, Tanaka avrebbe poi strangolato Haruo Fujita, 54 anni, allora membro anziano di un gruppo di destra , a Kawachinagano, nella prefettura di Osaka. Tanaka avrebbe inoltre rubato 10 milioni di yen in contanti e beni di Fujita e ha poi abbandonato il corpo della vittima nel lago di Biwa nella prefettura di Shiga, vicino Osaka. La sezione di Sakai del tribunale distrettuale di Osaka aveva condannato Tanaka all’ergastolo a marzo 2000. Ma l’alta corte di Osaka lo ha condannato a morte a dicembre 2001.
FONTI
  • (Fonti: Kyodo, 14/02/2006)