La Corte Suprema delle Filippine ha respinto una petizione...
La Corte Suprema delle Filippine ha respinto una petizione firmata da 30 condannati che chiedeva di fermare le loro esecuzioni mentre il Congresso stava dibattendo una proposta di abolizione della pena di morte
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La Corte Suprema delle Filippine ha respinto una petizione firmata da 30 condannati che chiedeva di fermare le loro esecuzioni mentre il Congresso stava dibattendo una proposta di abolizione della pena di morte.
Ma la corte ha messo il destino dei condannati - tra cui ci sono 20 stupratori - nelle mani della Presidente Gloria Macapagal Arroyo, dicendo che lei ha ancora il potere di graziarli.
Un'associazione di avvocati ha presentato la petizione dei condannati in agosto mentre i legislatori stavano dibattendo una proposta di legge tesa all'abolizione della pena di morte nel paese, che � in gran parte cattolico romano.
La Corte, con un voto di 14 a 0, ha respinto la questione come speculativa.
"Anche se le notizie dei giornali indicano il supposto appoggio di un certo numero di senatori e di membri del congresso all'abolizione della pena di morte, questo non assicura che questi stessi legislatori alla fine voteranno per la modifica o l'abolizione della legge", ha detto la corte.
Nel frattempo, forse il rimedio si trova non presso la Corte Suprema, ma presso l'Ufficio della Presidente, al quale dovrebbe essere pi� giustamente indirizzata qualunque richiesta di sospensione (o anche di grazia)".
La Arroyo, fervente cattolica, in agosto ha ordinato un rinvio di 90 giorni per tre stupratori che avrebbero dovuto essere di l� a poco giustiziati, suscitando le critiche immediate dei custodi dell'anticrimine, che hanno detto che le esecuzioni terrebbero a freno la crescente situazione di anarchia nei confronti della legge che c'� nel paese.
Le Filippine hanno giustiziato sette condannati da quando � stata reintrodotta la pena di morte nel 1994. Pi� di 1000 persone sono attualmente nel braccio della morte, tra cui 29 donne.
Una associazione di legislatori si � opposta alla pena di morte dicendo che essa non � un deterrente contro il crimine e che molti di quelli che sono condannati a morte sono gente povera e analfabeta, che non pu� permettersi un buon avvocato.
Secondo la legge delle Filippine, tutte le condanne a morte emesse da tribunali devono essere riviste dalla Corte Suprema.
Ma la corte ha messo il destino dei condannati - tra cui ci sono 20 stupratori - nelle mani della Presidente Gloria Macapagal Arroyo, dicendo che lei ha ancora il potere di graziarli.
Un'associazione di avvocati ha presentato la petizione dei condannati in agosto mentre i legislatori stavano dibattendo una proposta di legge tesa all'abolizione della pena di morte nel paese, che � in gran parte cattolico romano.
La Corte, con un voto di 14 a 0, ha respinto la questione come speculativa.
"Anche se le notizie dei giornali indicano il supposto appoggio di un certo numero di senatori e di membri del congresso all'abolizione della pena di morte, questo non assicura che questi stessi legislatori alla fine voteranno per la modifica o l'abolizione della legge", ha detto la corte.
Nel frattempo, forse il rimedio si trova non presso la Corte Suprema, ma presso l'Ufficio della Presidente, al quale dovrebbe essere pi� giustamente indirizzata qualunque richiesta di sospensione (o anche di grazia)".
La Arroyo, fervente cattolica, in agosto ha ordinato un rinvio di 90 giorni per tre stupratori che avrebbero dovuto essere di l� a poco giustiziati, suscitando le critiche immediate dei custodi dell'anticrimine, che hanno detto che le esecuzioni terrebbero a freno la crescente situazione di anarchia nei confronti della legge che c'� nel paese.
Le Filippine hanno giustiziato sette condannati da quando � stata reintrodotta la pena di morte nel 1994. Pi� di 1000 persone sono attualmente nel braccio della morte, tra cui 29 donne.
Una associazione di legislatori si � opposta alla pena di morte dicendo che essa non � un deterrente contro il crimine e che molti di quelli che sono condannati a morte sono gente povera e analfabeta, che non pu� permettersi un buon avvocato.
Secondo la legge delle Filippine, tutte le condanne a morte emesse da tribunali devono essere riviste dalla Corte Suprema.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 23/09/2002)
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