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GIAPPONE

la Corte Suprema del Giappone ha confermato la decisione

la Corte Suprema del Giappone ha confermato la decisione

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la Corte Suprema del Giappone ha confermato la decisione dell’Alta che ha condannato a morte Yoshio Yamasaki, di 69 anni, per aver ucciso due persone per incassare i soldi dell’assicurazione. In questo modo è stato respinto l’appello di Yamasaki, un ex contadino condannato a morte per aver ucciso una casalinga di 49 anni nella prefettura di Miyagi Prefecture, nel nord est del Giappone nel 1985 e  un uomo di 48 anni nella prefettura di Kagawa, nel sudovest del Giappone nel 1990, mettendosi d’accordo con i conoscenti ed ottenendo circa 7 milioni di yen di assicurazione.
Il  presidente del tribunale Toyozo Ueda, nell’emettere il verdetto, ha detto: “'I crimini sono stati spietati, a lungo premeditati. Le circostanze successive alla commissione del crimine furono anch’esse inumane  poichè il responsabile ha usato un cadavere per simulare un suicidio per impiccagione e l’altro lo ha lanciato da un dirupo.'' Nel febbraio 1997, la corte del distretto di Takamatsu, aveva condannato Yoshio Yamasaki  all’ergastolo asserendo che poteva essere riabilitato, ma l’alta corte di Takamatsu nell’ottobre 2000 ha rovesciato il verdetto, condannandolo a morte.
FONTI
  • (Fonti: Kyodo News, 25/01/2005)