la Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso una decisione...
la Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso una decisione che renderà più difficile per i condannati a morte fare appelli contro le sentenze.
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la Corte Suprema degli Stati Uniti ha preso una decisione che renderà più difficile per i condannati a morte fare appelli contro le sentenze.
Negli ultimi anni la Corte Suprema si era indirizzata a smussare molti aspetti della pena di morte, sia insistendo sull’elevato livello di assistenza legale che deve essere garantita agli imputati, sia dichiarando incostituzionale la pena di morte per i minorenni e i ritardati mentali. Allo stesso tempo, è cresciuta negli Stati Uniti la percezione della inadeguatezza del sistema penale capitale. Lo scorso anno un sondaggio Gallup a livello nazionale aveva per la prima volta, data l’opportunità dell’ergastolo senza condizionale, mostrato un sostanziale equilibrio tra favorevoli e contrari alla pena di morte. Le esecuzioni lo scorso anno sono state le più basse dell’ultimo decennio.
Ma l’ingresso dei due nuovi membri della Corte nominati dal Presidente Bush, John Roberts e Samuel Alito, sta spostando gli equilibri, e oggi, con un voto di 5-4, potrebbe essere iniziata una tendenza contraria. Il caso specifico in discussione verteva su un imputato che, dopo aver chiesto all’avvocato di ufficio di non chiamare alcuni testimoni che parlassero di alcuni suoi disordini mentali, contestava il fatto che comunque la sua difesa non aveva fatto tutto il possibile per persuadere la giuria dell’esistenza di possibili attenuanti.
La sentenza di oggi sostanzialmente determina che dal momento in cui l’imputato ha interferito pesantemente nella strategia difensiva, non può in un secondo tempo lamentare che la strategia difensiva non è stata adeguata.
I 4 giudici che hanno votato contro questa decisione hanno messo a verbale la loro opinione: “La decisione della corte è basata su una visione parsimoniosa del diritto costituzionale ad avere una sentenza che rifletta una valutazione significativa di tutte le circostanze attenuanti di rilievo”.
Negli ultimi anni la Corte Suprema si era indirizzata a smussare molti aspetti della pena di morte, sia insistendo sull’elevato livello di assistenza legale che deve essere garantita agli imputati, sia dichiarando incostituzionale la pena di morte per i minorenni e i ritardati mentali. Allo stesso tempo, è cresciuta negli Stati Uniti la percezione della inadeguatezza del sistema penale capitale. Lo scorso anno un sondaggio Gallup a livello nazionale aveva per la prima volta, data l’opportunità dell’ergastolo senza condizionale, mostrato un sostanziale equilibrio tra favorevoli e contrari alla pena di morte. Le esecuzioni lo scorso anno sono state le più basse dell’ultimo decennio.
Ma l’ingresso dei due nuovi membri della Corte nominati dal Presidente Bush, John Roberts e Samuel Alito, sta spostando gli equilibri, e oggi, con un voto di 5-4, potrebbe essere iniziata una tendenza contraria. Il caso specifico in discussione verteva su un imputato che, dopo aver chiesto all’avvocato di ufficio di non chiamare alcuni testimoni che parlassero di alcuni suoi disordini mentali, contestava il fatto che comunque la sua difesa non aveva fatto tutto il possibile per persuadere la giuria dell’esistenza di possibili attenuanti.
La sentenza di oggi sostanzialmente determina che dal momento in cui l’imputato ha interferito pesantemente nella strategia difensiva, non può in un secondo tempo lamentare che la strategia difensiva non è stata adeguata.
I 4 giudici che hanno votato contro questa decisione hanno messo a verbale la loro opinione: “La decisione della corte è basata su una visione parsimoniosa del diritto costituzionale ad avere una sentenza che rifletta una valutazione significativa di tutte le circostanze attenuanti di rilievo”.
— FONTI
- (Fonti: The Financial Times, 14/05/2007)
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