Nessuno tocchi Caino
STATI UNITI D'AMERICA

la Corte Suprema degli Stati Uniti ha messo in calendario...

la Corte Suprema degli Stati Uniti ha messo in calendario...

2 MIN DI LETTURA
la Corte Suprema degli Stati Uniti ha messo in calendario per l’autunno la discussione di un caso molto importante, che potrebbe avere conseguenze su alcune decine di condannati a morte. Si tratta del ricorso avanzato da un condannato di nazionalità messicana, Jose Medellin, che lamenta che nei suoi confronti non siano state rispettate le norme previste dall’accordo di Vienna sulle Relazioni Consolari, norme che prevedono che quando un cittadino straniero viene arrestato, le autorità locali devono informarlo esplicitamente che ha il diritto che dell’arresto vengano informate le autorità consolari del suo paese, e che ha diritto a ricevere assistenza legale nella propria lingua dal proprio consolato. La battaglia sulla Convenzione di Vienna va avanti da molti anni, con fasi alterne. La stessa Corte Suprema degli Stati Uniti aveva già accettato di trattare il caso di Medellin nel 2004, ma poi, il 23 maggio 2005 (vedi) aveva rinviato il caso perché nel frattempo lo stesso Presidente Bush aveva chiesto a tutte le corti d’appello interessate di rivedere le condanne a morte di cittadini stranieri. Dopo che la Texas Court of Criminal Appeals aveva respinto l’invito di Bush, sostenendo un invito del genere non rientrasse nei poteri presidenziali, Medellin ha presentato un nuovio ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, e oggi è stato accettato. La discussione del caso è prevista per l’autunno. Tecnicamente la discussione sarà incentrata sul fatto che il Presidente abbia o meno il potere di imporre la revisione di processi. Il presidente Bush inizialmente aveva contrastato l’applicazione “garantista” della Convenzione di Vienna, arrivando ad ipotizzare il ritiro degli Usa dalla Convenzione stessa. In un secondo tempo ha invertito l’impostazione, sostenendo pubblicamente che non è opportuno che gli Usa aprano nuovi contenzioni in politica estera, ed è quindi più opportuno che gli Usa rispettino gli accordi giudiziari internazionali.
Capofila dell’iniziativa internazionale contro gli usa è stato il presidente messicano Fox, che più volte ha chiesto agli usa di rispettare le norme della convenzione di Vienna. Nel marzo 2004 la Corte Internazione di Giustizia de l’Aja ha dato ragione al Messico, e, emettendo una sentenza limitata ai soli casi di condanne a morte, ha chiesto agli Usa di rivedere i processi.
Solo in Texas i condannati a morte di origine messicana sono almeno 50.
Il caso è Medellin v. Texas, No. 06-984
FONTI
  • (Fonti: N.Y. Times, Bloomberg News, 30/04/2007)