la Corte d’Appello dello stato di New York...
la Corte d’Appello dello stato di New York...
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la Corte d’Appello dello stato di New York ha ribadito 4-3 lo stesso concetto espresso nel 2004, ed ha stabilito che John B. Taylor, 43 non può essere giustiziato.
Il 24 giugno 2004 (vedi) nel caso di Stephen LaValle, la Corte, sempre con una votazione 4-3, aveva dichiarato incostituzionale una parte della legge sulla punizione capitale dello stato di New York perché prevedeva che il giudice spiegasse alla giuria popolare la possibilità di scegliere tra ergastolo senza condizionale e pena di morte, e spiegasse anche che nel caso i giurati non avessero raggiunto l’unanimità per l’una o l’altra condanna, compito del giudice sarebbe stato emettere una sentenza all’ergastolo, condanna che prevede la possibilità di libertà condizionale dopo aver scontato 20 anni. La corte d’appello aveva ritenuto, ed oggi ha confermato, che informare esplicitamente i giurati che in caso di stallo il condannato potrebbe un giorno essere scarcerato avrebbe potuto indurre i giurati popolari a votare a favore della condanna a morte anche quando in realtà preferirebbero l’ergastolo senza condizionale.
Da allora 3 dei quattro detenuti del braccio della morte avevano avuto la condanna commutata in ergastolo senza condizionale. Oggi, con questa decisione, inizia la procedura che porterà anche la condanna a morte di Taylor ad essere convertita in ergastolo senza condizionale, svuotando così di fatto il braccio della morte dello stato.
Con la sentenza del 2004 la Corte d’Appello chiedeva al parlamento di modificare la legge nella parte incostituzionale, ma da allora il Parlamento, a forte maggioranza democratica, ha sempre, volutamente, rinviato la questione non ravvisandone gli estremi di urgenza, creando così, di fatto, una moratoria.
Il 24 giugno 2004 (vedi) nel caso di Stephen LaValle, la Corte, sempre con una votazione 4-3, aveva dichiarato incostituzionale una parte della legge sulla punizione capitale dello stato di New York perché prevedeva che il giudice spiegasse alla giuria popolare la possibilità di scegliere tra ergastolo senza condizionale e pena di morte, e spiegasse anche che nel caso i giurati non avessero raggiunto l’unanimità per l’una o l’altra condanna, compito del giudice sarebbe stato emettere una sentenza all’ergastolo, condanna che prevede la possibilità di libertà condizionale dopo aver scontato 20 anni. La corte d’appello aveva ritenuto, ed oggi ha confermato, che informare esplicitamente i giurati che in caso di stallo il condannato potrebbe un giorno essere scarcerato avrebbe potuto indurre i giurati popolari a votare a favore della condanna a morte anche quando in realtà preferirebbero l’ergastolo senza condizionale.
Da allora 3 dei quattro detenuti del braccio della morte avevano avuto la condanna commutata in ergastolo senza condizionale. Oggi, con questa decisione, inizia la procedura che porterà anche la condanna a morte di Taylor ad essere convertita in ergastolo senza condizionale, svuotando così di fatto il braccio della morte dello stato.
Con la sentenza del 2004 la Corte d’Appello chiedeva al parlamento di modificare la legge nella parte incostituzionale, ma da allora il Parlamento, a forte maggioranza democratica, ha sempre, volutamente, rinviato la questione non ravvisandone gli estremi di urgenza, creando così, di fatto, una moratoria.
— FONTI
- (Fonti: New York Times, North County Gazette, Associated Press, 23/10/2007)
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