LA CAMBOGIA SI IMPEGNA A RATIFICARE TRATTATO ONU CHE VIETA LA PENA CAPITALE
La Cambogia ha intenzione di ratificare un trattato delle Nazioni Unite che vieta in modo permanente la reintroduzione della pena di morte, rafforzando così oltre trent'anni di pratica abolizionista, ha dichiarato il Ministro della Giustizia cambogiano Koeut Rith durante il Nono Congresso Mondiale contro la Pena di Morte, tenutosi a Parigi dal 30 giugno al 2 luglio 2026.
Rith ha ribadito l'impegno del Governo a ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR), un trattato internazionale volto all'abolizione globale della pena capitale.
Alla conferenza hanno partecipato circa 700 persone, tra cui alti rappresentanti di 19 paesi e organizzazioni internazionali.
Anche il Presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto all'incontro.
Secondo il ministro della Giustizia, la ratifica del Protocollo da parte della Cambogia sarebbe in linea sia con la Costituzione del Paese sia con il suo rifiuto della pena capitale fin dal 1989.
"La ratifica del Secondo Protocollo Opzionale è un nuovo passo coerente con la Costituzione cambogiana e con oltre trent'anni di pratica", ha affermato Rith.
"Riflette inoltre il fermo impegno della Cambogia sulla scena internazionale per l'abolizione della pena di morte e la promozione dei diritti umani, della giustizia e della dignità di ogni individuo", ha aggiunto.
La Cambogia è uno dei soli due Paesi del Sud-est asiatico ad aver abolito la pena di morte.
La pena capitale fu abolita per la prima volta nel 1989 con la Costituzione dello Stato di Cambogia, prima di essere eliminata in modo permanente nella Costituzione del Regno di Cambogia del 1993.
Il Ministero della Giustizia ha affermato che il divieto costituzionale riflette il riconoscimento da parte della Cambogia del diritto alla vita e del rispetto della dignità umana, principi coerenti con il diritto internazionale e plasmati dalla tragica storia del Paese.
L'esperienza della Cambogia sotto il regime dei Khmer Rossi, durante il quale milioni di persone persero la vita, ha giocato un ruolo significativo nel plasmare l'opposizione del Paese alla pena capitale.
Il ministero ha sottolineato che l'abolizione della pena di morte è diventata un principio costituzionale, non una semplice scelta politica.
Una volta completata la ratifica del Protocollo, la Cambogia si assumerà un obbligo giuridico internazionale vincolante a non reintrodurre la pena capitale in futuro.
Il Ministero ha affermato che la decisione dimostra il continuo impegno della Cambogia nei meccanismi internazionali per i diritti umani, rafforzando al contempo la sua dedizione alla tutela del diritto alla vita.
Le Filippine hanno abolito la pena di morte nel 2006 con l'emanazione della Legge della Repubblica n. 9346, diventando, insieme alla Cambogia, uno dei soli due Paesi del Sud-est asiatico ad averla completamente abolita.
L'annuncio giunge mentre i Paesi di tutto il mondo continuano a dibattere sul futuro della pena capitale, con il congresso di Parigi che rappresenta uno dei principali forum globali a sostegno della sua abolizione universale.
Per la Cambogia, la ratifica prevista segnala che il suo rifiuto della pena di morte è destinato a rimanere permanente, sia in base al diritto costituzionale nazionale che agli obblighi giuridici internazionali.
- (Fonte: The Phnom Penh Post, 06/07/2026)
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