KUWAIT: PARLAMENTO APPROVA PENA DI MORTE PER BLASFEMIA
il Parlamento del Kuwait ha approvato in via definitiva un disegno di legge che prevede la condanna a morte
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il Parlamento del Kuwait ha approvato in via definitiva un disegno di legge che prevede la condanna a morte per i mussulmani che offendono Dio, il Corano, Maometto e gli altri profeti, oltre alle mogli di Maometto.
Quaranta parlamentari, inclusi i ministri dell’esecutivo, hanno votato il provvedimento in seconda lettura, mentre si sono opposti cinque parlamentari sciiti ed il liberale Mohammad al-Sager.
Il ddl introduce due nuovi articoli nel codice penale del Kuwait, inasprendo le punizioni per questi tipi di “reati”.
Per i non-mussulmani, il ddl prevede pene detentive non inferiori a 10 anni.
Gli imputati che mostrano pentimento nel corso del processo eviteranno la condanna a morte, ma saranno condannati a cinque anni di carcere e ad una multa di 36.000 dollari, o una delle due, mentre il pentimento dei recidivi non sarà accettato, stabilisce il ddl.
“Non vogliamo giustiziare persone con opinioni o pensieri, dal momento che l’Islam li rispetta…Ma abbiamo bisogno di questa legge perché le offese nei confronti di Dio sono aumentate. Dobbiamo scoraggiarle”, ha dichiarato nel corso del dibattito il parlamentare Ali al-Deqbasi.
Il ddl entrerà in vigore dopo l’approvazione da parte del Governo, la firma dell’Emiro e la pubblicazione nella gazzetta ufficiale, entro un mese.
Il ministro della Giustizia e degli Affari Islamici, Jamal Shehab, ha detto ai giornalisti subito dopo il voto che il Governo approverà e applicherà la legge.
I parlamentari sciiti avevano chiesto che il provvedimento imponesse la condanna a morte anche per chi offende i loro 12 Imam, tuttavia il Parlamento, dominato dai sunniti, ha respinto tale richiesta.
Abdulhameed Dashti, parlamentare sciita, ha dichiarato che il ddl viola la Costituzione del Paese ed i principi dell’Islam.
“Perché cerchiamo di far apparire l’Islam una religione di morte e sangue mentre in realtà è tutto l’opposto?” ha chiesto Dashti.
Quaranta parlamentari, inclusi i ministri dell’esecutivo, hanno votato il provvedimento in seconda lettura, mentre si sono opposti cinque parlamentari sciiti ed il liberale Mohammad al-Sager.
Il ddl introduce due nuovi articoli nel codice penale del Kuwait, inasprendo le punizioni per questi tipi di “reati”.
Per i non-mussulmani, il ddl prevede pene detentive non inferiori a 10 anni.
Gli imputati che mostrano pentimento nel corso del processo eviteranno la condanna a morte, ma saranno condannati a cinque anni di carcere e ad una multa di 36.000 dollari, o una delle due, mentre il pentimento dei recidivi non sarà accettato, stabilisce il ddl.
“Non vogliamo giustiziare persone con opinioni o pensieri, dal momento che l’Islam li rispetta…Ma abbiamo bisogno di questa legge perché le offese nei confronti di Dio sono aumentate. Dobbiamo scoraggiarle”, ha dichiarato nel corso del dibattito il parlamentare Ali al-Deqbasi.
Il ddl entrerà in vigore dopo l’approvazione da parte del Governo, la firma dell’Emiro e la pubblicazione nella gazzetta ufficiale, entro un mese.
Il ministro della Giustizia e degli Affari Islamici, Jamal Shehab, ha detto ai giornalisti subito dopo il voto che il Governo approverà e applicherà la legge.
I parlamentari sciiti avevano chiesto che il provvedimento imponesse la condanna a morte anche per chi offende i loro 12 Imam, tuttavia il Parlamento, dominato dai sunniti, ha respinto tale richiesta.
Abdulhameed Dashti, parlamentare sciita, ha dichiarato che il ddl viola la Costituzione del Paese ed i principi dell’Islam.
“Perché cerchiamo di far apparire l’Islam una religione di morte e sangue mentre in realtà è tutto l’opposto?” ha chiesto Dashti.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 03/05/2012)
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