KENIA: CONDANNE ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO E RAPINA
due uomini sono stati condannati a morte per omicidio e rapina aggravata nel distretto
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due uomini sono stati condannati a morte per omicidio e rapina aggravata nel distretto di Mount Elgon, in Kenia, nonostante molti costituzionalisti ritengano che la nuova costituzione keniota non preveda tale tipo di pena.
Vincent Kasuti e Anthony Werunga sono stati condannati a morte per impiccagione giovedì scorso dal magistrato Francis Kyambia, del tribunale di Bungoma. I due sono stati dichiarati colpevoli di aver rapinato e ucciso Job Wakholi il 10 novembre 2008 nel villaggio di Chepkube e di essere scappati con la moto rubata della vittima.
Il procuratore Wako Abdul ha sostenuto che Kasuti e Werunga sarebbero saliti sul boda boda (un moto-taxi locale) di Wakholi diretti al confine di Malaba, dichiarando di volersi recare in Uganda per affari ma, durante il tragitto, avrebbero ucciso l’uomo e gettato il suo corpo nel fiume Luakhakha.
La giacca di Wakholi è stata infatti ritrovata proprio nel fiume dalla famiglia e dagli amici della vittima che lo hanno cercato per cinque giorni. Hanno quindi avvertito la polizia la quale ha poi trovato il corpo mutilato.
L’ispettore Abdul ha ascoltato 14 testimoni che hanno fornito un ricostruzione dei fatti. La moglie di Wakholi ha dichiarato di aver visto il marito mentre trasportava Kasuti il giorno stesso in cui è scomparso. Al momento della sentenza Kiyambia ha annunciato che l’accusa ha fornito prove che dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, che gli imputati siano coinvolti nella morte della vittima e, per questo motivo, è stato deciso di emettere la pena più severa.
Vincent Kasuti e Anthony Werunga sono stati condannati a morte per impiccagione giovedì scorso dal magistrato Francis Kyambia, del tribunale di Bungoma. I due sono stati dichiarati colpevoli di aver rapinato e ucciso Job Wakholi il 10 novembre 2008 nel villaggio di Chepkube e di essere scappati con la moto rubata della vittima.
Il procuratore Wako Abdul ha sostenuto che Kasuti e Werunga sarebbero saliti sul boda boda (un moto-taxi locale) di Wakholi diretti al confine di Malaba, dichiarando di volersi recare in Uganda per affari ma, durante il tragitto, avrebbero ucciso l’uomo e gettato il suo corpo nel fiume Luakhakha.
La giacca di Wakholi è stata infatti ritrovata proprio nel fiume dalla famiglia e dagli amici della vittima che lo hanno cercato per cinque giorni. Hanno quindi avvertito la polizia la quale ha poi trovato il corpo mutilato.
L’ispettore Abdul ha ascoltato 14 testimoni che hanno fornito un ricostruzione dei fatti. La moglie di Wakholi ha dichiarato di aver visto il marito mentre trasportava Kasuti il giorno stesso in cui è scomparso. Al momento della sentenza Kiyambia ha annunciato che l’accusa ha fornito prove che dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, che gli imputati siano coinvolti nella morte della vittima e, per questo motivo, è stato deciso di emettere la pena più severa.
— FONTI
- (Fonti: the-star.co.ke, 16/02/2012)
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