KAZAKISTAN. NESSUNO TOCCHI CAINO AL MEETING SULL’ABOLIZIONE DELLA PENA CAPITALE
si svolgerà nella capitale kazaka Almaty il 29 maggio il meeting di coordinamento di Ong “Il Kazakistan dalla Moratoria sulla Pena di Morte all’Adozione del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”.
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si svolgerà nella capitale kazaka Almaty il 29 maggio il meeting di coordinamento di Ong “Il Kazakistan dalla Moratoria sulla Pena di Morte all’Adozione del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”.
L’evento è organizzato dalla Federazione Internazionale Helsinki per i Diritti Umani e dal Comitato Pavlodar per il Monitoraggio della Riforma Penale e dei Diritti Umani, e rientra nel progetto, finanziato dalla Commissione Europea, “Campagna della Società Civile Coordinata per l’Abolizione della Pena Capitale negli Stati dell’Asia Centrale”.
La conferenza di Almaty è finanziata dall’ambasciata tedesca in Kazakistan e dal Programma di Freedom House Kazakistan per i Diritti Umani, che forniscono anche l’assistenza tecnica.
Partecipano ai lavori circa 30 dirigenti di Ong provenienti da Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, oltre ad esperti dall’Italia, Austria, Regno Unito, Norvegia e dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Elizabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino e curatrice del Rapporto annuale, e Marco Perduca, membro del Consiglio Direttivo di NtC e Rappresentante presso l’Onu del Partito Radicale Transnazionale, esploreranno le possibilità di estendere la moratoria (attualmente in vigore in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) ad altri paesi.
Secondo Yuliya Vassilyeva, coordinatrice di NtC in Asia Centrale e responsabile del meeting, “Il Kazakistan sta mostrando un sincero interesse nel rendere più umano il sistema carcerario, e la moratoria sulla pena di morte è un passo positivo. La Società Civile dovrebbe sostenerla, come strumento per raggiungere la completa abolizione della pena capitale”.
Antonio Stango, direttore del Progetto Freedom House ad Almaty e membro del Consiglio Direttivo di NtC, considera il tema come “una questione di stato di diritto, specialmente in quei paesi in cui il sistema giudiziario non ha ancora raggiunto un alto livello di garanzie per gli imputati”.
Il Kazakistan ha ratificato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici nel novembre 2005, tuttavia non ha firmato i due Protocolli Opzionali, il secondo dei quali riguarda l’abolizione della pena di morte.
Alla campagna per l’abolizione della pena capitale in Asia Centrale partecipano, tra le altre, le seguenti Ong: Bureau Internazionale Kazako per i Diritti Umani e lo Stato di Diritto, l’associazione uzbeka “Madri contro la pena di morte e la tortura” e la Commissione kirghiza per i Diritti Umani.
L’evento è organizzato dalla Federazione Internazionale Helsinki per i Diritti Umani e dal Comitato Pavlodar per il Monitoraggio della Riforma Penale e dei Diritti Umani, e rientra nel progetto, finanziato dalla Commissione Europea, “Campagna della Società Civile Coordinata per l’Abolizione della Pena Capitale negli Stati dell’Asia Centrale”.
La conferenza di Almaty è finanziata dall’ambasciata tedesca in Kazakistan e dal Programma di Freedom House Kazakistan per i Diritti Umani, che forniscono anche l’assistenza tecnica.
Partecipano ai lavori circa 30 dirigenti di Ong provenienti da Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Tagikistan, oltre ad esperti dall’Italia, Austria, Regno Unito, Norvegia e dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Elizabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino e curatrice del Rapporto annuale, e Marco Perduca, membro del Consiglio Direttivo di NtC e Rappresentante presso l’Onu del Partito Radicale Transnazionale, esploreranno le possibilità di estendere la moratoria (attualmente in vigore in Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) ad altri paesi.
Secondo Yuliya Vassilyeva, coordinatrice di NtC in Asia Centrale e responsabile del meeting, “Il Kazakistan sta mostrando un sincero interesse nel rendere più umano il sistema carcerario, e la moratoria sulla pena di morte è un passo positivo. La Società Civile dovrebbe sostenerla, come strumento per raggiungere la completa abolizione della pena capitale”.
Antonio Stango, direttore del Progetto Freedom House ad Almaty e membro del Consiglio Direttivo di NtC, considera il tema come “una questione di stato di diritto, specialmente in quei paesi in cui il sistema giudiziario non ha ancora raggiunto un alto livello di garanzie per gli imputati”.
Il Kazakistan ha ratificato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici nel novembre 2005, tuttavia non ha firmato i due Protocolli Opzionali, il secondo dei quali riguarda l’abolizione della pena di morte.
Alla campagna per l’abolizione della pena capitale in Asia Centrale partecipano, tra le altre, le seguenti Ong: Bureau Internazionale Kazako per i Diritti Umani e lo Stato di Diritto, l’associazione uzbeka “Madri contro la pena di morte e la tortura” e la Commissione kirghiza per i Diritti Umani.
— FONTI
- (Fonti: International Helsinki Federation, 19/05/2006)
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