James Mwangi Gichomo, 28 anni, è stato condannato a...
James Mwangi Gichomo, 28 anni, è stato condannato a morte dell'Alta Corte di Nakuru, per l'omicidio dell'albergatore Joseph Kamau, suo datore di lavoro, avvenuto il 5 dicembre 2000 a Maralal, nella regione del Samburu
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James Mwangi Gichomo, 28 anni, � stato condannato a morte dell'Alta Corte di Nakuru, per l'omicidio dell'albergatore Joseph Kamau, suo datore di lavoro, avvenuto il 5 dicembre 2000 a Maralal, nella regione del Samburu.
"La fuga precipitosa di Gichomo dalla casa della vittima, dopo essersi sbarazzato dei vestiti insanguinati, non lascia dubbi sulla sua colpevolezza", ha detto la giudice Jessie Lessit. La giudice ha detto che la deposizione della moglie Maria Lolpeny � critica perch� la donna ha incontrato l'imputato pochi minuti dopo il compimento del crimine. "La Lolpeny ha detto che l'imputato stava letteralmente gocciolando sangue. Aveva sangue in bocca e tutti i suoi vestiti erano intrisi di sangue", ha detto la giudice. La giudice ha aggiunto che un lembo di pollice sinistro � stato scoperto sulla scena del delitto, chiara indicazione del fatto che � stato Gichomo a compierlo.
"Non � un caso che l'imputato abbia perso un lembo del pollice sinistro e che un lembo di pollice sinistro sia stato scoperto sulla scena del delitto", ha sottolineato la giudice.
L'imputato ha confessato a sua moglie il suo crimine poco dopo l'omicidio e l'ha minacciata di ucciderla "e di bere il suo sangue come aveva fatto con la persona che aveva ucciso", ha osservato la Lessit.
La giudice nello stesso tempo si � lamentata con la Polizia per la scadente inchiesta che � stata condotta su un caso come questo. Ha detto che � sorprendente che dei funzionari di polizia che hanno testimonianto nel caso abbiano dimenticato dettagli fondamentali. "Sono particolarmente turbata dalla mancanza di attenzione ai dettagli degli investigatori in questo caso. Non mi meraviglia che non sia stata prodotta nessuna delle prove cruciali del caso", ha detto la Lessit.
"La fuga precipitosa di Gichomo dalla casa della vittima, dopo essersi sbarazzato dei vestiti insanguinati, non lascia dubbi sulla sua colpevolezza", ha detto la giudice Jessie Lessit. La giudice ha detto che la deposizione della moglie Maria Lolpeny � critica perch� la donna ha incontrato l'imputato pochi minuti dopo il compimento del crimine. "La Lolpeny ha detto che l'imputato stava letteralmente gocciolando sangue. Aveva sangue in bocca e tutti i suoi vestiti erano intrisi di sangue", ha detto la giudice. La giudice ha aggiunto che un lembo di pollice sinistro � stato scoperto sulla scena del delitto, chiara indicazione del fatto che � stato Gichomo a compierlo.
"Non � un caso che l'imputato abbia perso un lembo del pollice sinistro e che un lembo di pollice sinistro sia stato scoperto sulla scena del delitto", ha sottolineato la giudice.
L'imputato ha confessato a sua moglie il suo crimine poco dopo l'omicidio e l'ha minacciata di ucciderla "e di bere il suo sangue come aveva fatto con la persona che aveva ucciso", ha osservato la Lessit.
La giudice nello stesso tempo si � lamentata con la Polizia per la scadente inchiesta che � stata condotta su un caso come questo. Ha detto che � sorprendente che dei funzionari di polizia che hanno testimonianto nel caso abbiano dimenticato dettagli fondamentali. "Sono particolarmente turbata dalla mancanza di attenzione ai dettagli degli investigatori in questo caso. Non mi meraviglia che non sia stata prodotta nessuna delle prove cruciali del caso", ha detto la Lessit.
— FONTI
- (Fonti: All Africa, 04/05/2004)
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