ITALIA/BIELORUSSIA: ZAMPARUTTI, DELUDENTE IMPEGNO ITALIANO CONTRO PENA DI MORTE
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e tesoriera di Nessuno tocchi Caino, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla risposta data oggi dal Sottosegretario agli Esteri Luigi Scotti all’interpellanza urgente sull’imminente rischio di esecuzione di
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Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e tesoriera di Nessuno tocchi Caino, sulla risposta data oggi dal Sottosegretario agli Esteri Luigi Scotti all’interpellanza urgente sull’imminente rischio di esecuzione di Vasil Yuzepchuk in Bielorussia ha dichiarato:
“Sentire il governo oggi in Aula dire che l’impegno italiano contro la pena di morte in Bielorussia si è concretizzato nel sostegno a una prima démarche dell'Unione europea e nell’adesione alla lettera che la Presidenza svedese dell'UE sta inviando in queste ore a Minsk, mi pare poco per un Paese che ha promosso la campagna per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e si candida a essere l’avvocato di Lukashenko in Europa.
Nessuna iniziativa bilaterale sulla pena di morte e, anche in ambito europeo, solo un andare a rimorchio di iniziative prese da altri. La vicenda di Vasil Yuzepchuk avrebbe potuto essere un primo banco di prova del cambio di rotta che Minsk dice di voler imprimere sui diritti umani e la democrazia, ma a questo punto è divenuta il banco di prova dell’inconsistenza di questo Governo nella promozione dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nell’ultima dittatura rimasta in Europa.”
“Sentire il governo oggi in Aula dire che l’impegno italiano contro la pena di morte in Bielorussia si è concretizzato nel sostegno a una prima démarche dell'Unione europea e nell’adesione alla lettera che la Presidenza svedese dell'UE sta inviando in queste ore a Minsk, mi pare poco per un Paese che ha promosso la campagna per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e si candida a essere l’avvocato di Lukashenko in Europa.
Nessuna iniziativa bilaterale sulla pena di morte e, anche in ambito europeo, solo un andare a rimorchio di iniziative prese da altri. La vicenda di Vasil Yuzepchuk avrebbe potuto essere un primo banco di prova del cambio di rotta che Minsk dice di voler imprimere sui diritti umani e la democrazia, ma a questo punto è divenuta il banco di prova dell’inconsistenza di questo Governo nella promozione dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nell’ultima dittatura rimasta in Europa.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 22/10/2009)
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