ITALIA: MOZIONE CONTRO L'ESECUZIONE DI TAREK AZIZ
quello che segue è il testo di una mozione che da ieri i deputati e senatori Radicali promuovono in Parlamento.
3 MIN DI LETTURA

quello che segue è il testo di una mozione che da ieri i deputati e senatori Radicali promuovono in Parlamento.
Â
Mozione su pena di morte nei confronti di Tarek Aziz
Â
La Camera, il Senato
Â
Premesso che:
Â
Lâex vice presidente iracheno Tareq Aziz è stato condannato a morte mediante impiccagione dallâAlta corte penale di Baghdad insieme allâex ministro dellâInterno, Saadun Shaker, e allâex segretario personale di Saddam Hussein, Abdel Hamid Hamud.
Â
La sentenza riguarda uno dei sette processi nei quali è imputato Tareq Aziz, quello sulla campagna avviata dal regime di Saddam Hussein negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo-iraniani, che ha visto in quegli anni eseguire una serie di arresti e di condanne a morte nei confronti dei principali esponenti sciiti.
Â
Considerato che:
Â
non può esservi impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e che i crimini di cui Tarek Aziz è imputato insieme ad altri rappresentano violazioni gravi dei diritti umani per le quali non vi può essere nessuna immunità , ciò nonostante il sistema penale iracheno nel suo insieme non può non tener conto però delle regole internazionali e, in particolare, dei principi fissati per i tribunali penali internazionali, i quali escludono il ricorso alla pena di morte;
Â
il processo nei confronti di Tarek Aziz e gli altri suoi coimputati non pare sia stato condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute di imparzialitĂ e equitĂ , apparendo invece lâazione giudiziaria piĂš come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice;
Â
due anni fa, proprio contro la condanna a morte di Tarek Aziz, centinaia di Parlamentari di tutti gli schieramenti politici, Premi Nobel e personalitĂ di tutto il mondo, avevano sottoscritto lâAppello internazionale Moratoria Universale sulla pena di morte, anche per Tareq Aziz promosso da âNessuno Tocchi Cainoâ e dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito per chiedere la difesa del diritto e della veritĂ , della legalitĂ e della giustizia in Iraq;
Â
nel succitato appello internazionale viene esplicitamente sottolineato che âevitare la condanna a morte e lâesecuzione di Tareq Aziz, che rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuitĂ rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare veritĂ e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz è oggi sotto processoâ;
Â
pertanto, appare di fondamentale importanza garantire la vita a un testimone chiave per aiutare nella ricostruzione della veritĂ storica sulle responsabilitĂ del regime e sugli accadimenti che hanno caratterizzato la storia irachena fino alla guerra;
impiccando un altro testimone eccellente, lâIraq rischierebbe di ripetere il tragico errore giĂ commesso con Saddam Hussein, impedendo lâaccertamento della veritĂ , che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettivitĂ umana, tanto piĂš prezioso se si considera lâelevato prezzo pagato dallâumanitĂ in termini di vite umane e sofferenze;
Â
su questi obiettivi, dal 2 ottobre scorso Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha con uno sciopero della fame che, il 26 ottobre, alla notizia della condanna a morte di Tarek Aziz, è passato a quello anche della sete perchÊ non si passi alla sua esecuzione.
Â
Impegna il Governo
Â
A intervenire con urgenza nei confronti delle autoritĂ irachene perchĂŠ sia evitata lâesecuzione di Tarek Aziz e dei suoi coimputati, coerentemente con la straordinaria iniziativa nonviolenta, parlamentare, istituzionale e di opinione pubblica che il 18 dicembre 2007 ha portato allo storico risultato dellâapprovazione della Moratoria Universale della pena di morte da parte dellâAssemblea Generale dellâONU.
Â
A chiedere alle autoritĂ irachene di reintrodurre la moratoria sulla pena di morte stabilita in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, al fine di rafforzare il completamento della transizione democratica dellâIraq secondo i principi di uno stato di diritto.
Â
Mozione su pena di morte nei confronti di Tarek Aziz
Â
La Camera, il Senato
Â
Premesso che:
Â
Lâex vice presidente iracheno Tareq Aziz è stato condannato a morte mediante impiccagione dallâAlta corte penale di Baghdad insieme allâex ministro dellâInterno, Saadun Shaker, e allâex segretario personale di Saddam Hussein, Abdel Hamid Hamud.
Â
La sentenza riguarda uno dei sette processi nei quali è imputato Tareq Aziz, quello sulla campagna avviata dal regime di Saddam Hussein negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo-iraniani, che ha visto in quegli anni eseguire una serie di arresti e di condanne a morte nei confronti dei principali esponenti sciiti.
Â
Considerato che:
Â
non può esservi impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e che i crimini di cui Tarek Aziz è imputato insieme ad altri rappresentano violazioni gravi dei diritti umani per le quali non vi può essere nessuna immunità , ciò nonostante il sistema penale iracheno nel suo insieme non può non tener conto però delle regole internazionali e, in particolare, dei principi fissati per i tribunali penali internazionali, i quali escludono il ricorso alla pena di morte;
Â
il processo nei confronti di Tarek Aziz e gli altri suoi coimputati non pare sia stato condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute di imparzialitĂ e equitĂ , apparendo invece lâazione giudiziaria piĂš come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice;
Â
due anni fa, proprio contro la condanna a morte di Tarek Aziz, centinaia di Parlamentari di tutti gli schieramenti politici, Premi Nobel e personalitĂ di tutto il mondo, avevano sottoscritto lâAppello internazionale Moratoria Universale sulla pena di morte, anche per Tareq Aziz promosso da âNessuno Tocchi Cainoâ e dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito per chiedere la difesa del diritto e della veritĂ , della legalitĂ e della giustizia in Iraq;
Â
nel succitato appello internazionale viene esplicitamente sottolineato che âevitare la condanna a morte e lâesecuzione di Tareq Aziz, che rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuitĂ rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare veritĂ e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz è oggi sotto processoâ;
Â
pertanto, appare di fondamentale importanza garantire la vita a un testimone chiave per aiutare nella ricostruzione della veritĂ storica sulle responsabilitĂ del regime e sugli accadimenti che hanno caratterizzato la storia irachena fino alla guerra;
impiccando un altro testimone eccellente, lâIraq rischierebbe di ripetere il tragico errore giĂ commesso con Saddam Hussein, impedendo lâaccertamento della veritĂ , che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettivitĂ umana, tanto piĂš prezioso se si considera lâelevato prezzo pagato dallâumanitĂ in termini di vite umane e sofferenze;
Â
su questi obiettivi, dal 2 ottobre scorso Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha con uno sciopero della fame che, il 26 ottobre, alla notizia della condanna a morte di Tarek Aziz, è passato a quello anche della sete perchÊ non si passi alla sua esecuzione.
Â
Impegna il Governo
Â
A intervenire con urgenza nei confronti delle autoritĂ irachene perchĂŠ sia evitata lâesecuzione di Tarek Aziz e dei suoi coimputati, coerentemente con la straordinaria iniziativa nonviolenta, parlamentare, istituzionale e di opinione pubblica che il 18 dicembre 2007 ha portato allo storico risultato dellâapprovazione della Moratoria Universale della pena di morte da parte dellâAssemblea Generale dellâONU.
Â
A chiedere alle autoritĂ irachene di reintrodurre la moratoria sulla pena di morte stabilita in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, al fine di rafforzare il completamento della transizione democratica dellâIraq secondo i principi di uno stato di diritto.
â FONTI
- (Fonti: NtC, 27/10/2010)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE ¡ PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso âpro bonoâ

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALLâINFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
