ITALIA. D’ELIA SUL BIMBO UCCISO: LE REAZIONI POLITICHE SONO IL TRATTO DELLA FOLLIA E DEL DEGRADO CHE HANNO ORMAI SEGNATO IL NOSTRO PAESE
“Se addirittura menti solitamente più lucide e serene come quella di Baccini, ministro della Repubblica, arriva a proporre i lavori forzati, vietati dal nostro ordinamento e dal diritto internazionale, o come quella del Presidente della Camera Casini che
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"Se addirittura menti solitamente più lucide e serene come quella di Baccini, ministro della Repubblica, arriva a proporre i lavori forzati, vietati dal nostro ordinamento e dal diritto internazionale, o come quella del Presidente della Camera Casini che sarebbe in questo caso a favore della pena di morte se non glielo impedisse il suo ritenersi cristiano, vuol dire che il tratto della follia e del degrado hanno ormai segnato il nostro Paese.”
Lo ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, l’associazione impegnata nella campagna per una moratoria delle esecuzioni capitali.
“Di fronte a un fatto così orribile, ci vuole altro che la pena di morte. L’assassino del piccolo Tommaso è di tutta una vita ciò di cui ha bisogno, una vita per comprendere e ripagare la profondità del male che ha compiuto.”
“A fatti così efferati si risponde con il diritto, con la legge, con la Costituzione, i cui richiami non servono a salvare l’assassino del piccolo Tommaso, servono innanzitutto a noi stessi, alla nostra civiltà, alla nostra umanità, perchè pongono dei limiti al nostro sacrosanto senso di giustizia, di rivalsa, di legittima difesa, limiti cioè a quello che noi potremmo fare e divenire proprio in questi casi.”
Lo ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, l’associazione impegnata nella campagna per una moratoria delle esecuzioni capitali.
“Di fronte a un fatto così orribile, ci vuole altro che la pena di morte. L’assassino del piccolo Tommaso è di tutta una vita ciò di cui ha bisogno, una vita per comprendere e ripagare la profondità del male che ha compiuto.”
“A fatti così efferati si risponde con il diritto, con la legge, con la Costituzione, i cui richiami non servono a salvare l’assassino del piccolo Tommaso, servono innanzitutto a noi stessi, alla nostra civiltà, alla nostra umanità, perchè pongono dei limiti al nostro sacrosanto senso di giustizia, di rivalsa, di legittima difesa, limiti cioè a quello che noi potremmo fare e divenire proprio in questi casi.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 03/04/2006)
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