IRAQ: TALABANI, ‘NON FIRMERÒ ORDINE ESECUZIONE PER TAREQ AZIZ’
il presidente iracheno Jalal Talabani ha detto oggi, in un'intervista alla tv francese France 24, che
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il presidente iracheno Jalal Talabani ha detto oggi, in un'intervista alla tv francese France 24, che non firmerà l'ordine di esecuzione per Tareq Aziz, ex numero due del regime di Saddam Hussein condannato a morte il mese scorso. "No - ha dichiarato Talabani - non firmerò perché sono socialista". "Sono dalla parte di Tareq Aziz perché è un cristiano iracheno - ha aggiunto - e in più è una persona anziana di oltre 70 anni". “Per questo non firmerò mai l’ordine di esecuzione”.
La ratifica delle condanne a morte rientra tra le prerogative del capo di stato iracheno, come sancito nell’articolo 73 della Costituzione.
Il rifiuto di Talabani di approvare l’ordine di esecuzione di Aziz potrebbe quindi significare che l’ex vice di Saddam Hussein non sarà giustiziato. Talabani è all’inizio del secondo mandato come presidente. Dichiarandosi contrario alla pena capitale, nel corso del primo mandato si è rifiutato di firmare ordini di esecuzione, senza che però questo fermasse le impiccagioni, dal momento che i due vicepresidenti autorizzavano in sua vece le esecuzioni. Il mandato dei due vicepresidenti non è stato rinnovato.
''Sono convinto che sia giunto il momento di voltare la pagina delle esecuzioni – ha concluso Talabani - eccezion fatta per i crimini perpetrati nella cattedrale di Notre-Dame del Perpetuo Soccorso e contro i pellegrini sciiti e i loro luoghi santi'', ha precisato il Presidente sottolineando che l'Iraq ha bisogno di una ''politica della clemenza, di perdono e riconciliazione nazionale''.
La ratifica delle condanne a morte rientra tra le prerogative del capo di stato iracheno, come sancito nell’articolo 73 della Costituzione.
Il rifiuto di Talabani di approvare l’ordine di esecuzione di Aziz potrebbe quindi significare che l’ex vice di Saddam Hussein non sarà giustiziato. Talabani è all’inizio del secondo mandato come presidente. Dichiarandosi contrario alla pena capitale, nel corso del primo mandato si è rifiutato di firmare ordini di esecuzione, senza che però questo fermasse le impiccagioni, dal momento che i due vicepresidenti autorizzavano in sua vece le esecuzioni. Il mandato dei due vicepresidenti non è stato rinnovato.
''Sono convinto che sia giunto il momento di voltare la pagina delle esecuzioni – ha concluso Talabani - eccezion fatta per i crimini perpetrati nella cattedrale di Notre-Dame del Perpetuo Soccorso e contro i pellegrini sciiti e i loro luoghi santi'', ha precisato il Presidente sottolineando che l'Iraq ha bisogno di una ''politica della clemenza, di perdono e riconciliazione nazionale''.
— FONTI
- (Fonti: corriere.it, Afp, 17/11/2010)
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