IRAQ: SETTE PERSONE GIUSTIZIATE
l'Iraq ha giustiziato sette persone, tra cui tre ex agenti del regime di Saddam Hussein – Hadi Hassuni, Abdul Hassan al-Majid e Farukh Hijazi – che erano stati condannati nell'aprile 2011 per l'omicidio nell’aprile 1994 a Beirut di Taleb al-Suhail
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l'Iraq ha giustiziato sette persone, tra cui tre ex agenti del regime di Saddam Hussein – Hadi Hassuni, Abdul Hassan al-Majid e Farukh Hijazi – che erano stati condannati nell'aprile 2011 per l'omicidio nell’aprile 1994 a Beirut di Taleb al-Suhail al-Tamimi, padre di una parlamentare irachena.
La figlia di Tamimi, Safia al-Suhail, in parlamento dal 2005, è stata eletta al Consiglio dei Rappresentanti nelle elezioni del marzo 2010 nella lista del Primo Ministro Nuri al-Maliki, ma ora è una parlamentare indipendente.
Tamimi, capo della tribù dei Banu Tamim, era fuggito a Beirut con la sua famiglia dopo il colpo di stato del Partito Baath nel 1968 e successivamente aveva tentato il suo colpo di stato contro Saddam, ma è stato ucciso davanti alla sua abitazione nella capitale libanese il 14 aprile 1994.
Il Libano aveva reciso i suoi legami con l'Iraq all'indomani dell'uccisione e arrestato cinque diplomatici iracheni e un complice libanese per l'assassinio. Tutti tranne uno degli arrestati erano stati prosciolti dall’accusa, mentre uno dei diplomatici era morto in carcere in Libano. Gli altri quattro diplomatici erano poi tornati in Iraq per poi fuggire di nuovo dopo l'invasione USA del 2003 che ha spodestato Saddam.
Le altre quattro persone giustiziate il 13 marzo erano state condannate per terrorismo, ha detto il Ministero della Giustizia.
Le esecuzioni, effettuate tramite impiccagione, hanno portato ad almeno 44 il numero totale di persone messe a morte nel 2014. L’Iraq ha giustiziato almeno 169 persone nel 2013, secondo un conteggio tenuto dall'agenzia AFP sulla base di comunicati del Ministero della Giustizia e notizie di funzionari iracheni. E’ stata la cifra più alta dopo l'invasione guidata dagli USA che classifica l’Iraq al terzo posto nel mondo per numero di esecuzioni solo dopo Cina e Iran.
La figlia di Tamimi, Safia al-Suhail, in parlamento dal 2005, è stata eletta al Consiglio dei Rappresentanti nelle elezioni del marzo 2010 nella lista del Primo Ministro Nuri al-Maliki, ma ora è una parlamentare indipendente.
Tamimi, capo della tribù dei Banu Tamim, era fuggito a Beirut con la sua famiglia dopo il colpo di stato del Partito Baath nel 1968 e successivamente aveva tentato il suo colpo di stato contro Saddam, ma è stato ucciso davanti alla sua abitazione nella capitale libanese il 14 aprile 1994.
Il Libano aveva reciso i suoi legami con l'Iraq all'indomani dell'uccisione e arrestato cinque diplomatici iracheni e un complice libanese per l'assassinio. Tutti tranne uno degli arrestati erano stati prosciolti dall’accusa, mentre uno dei diplomatici era morto in carcere in Libano. Gli altri quattro diplomatici erano poi tornati in Iraq per poi fuggire di nuovo dopo l'invasione USA del 2003 che ha spodestato Saddam.
Le altre quattro persone giustiziate il 13 marzo erano state condannate per terrorismo, ha detto il Ministero della Giustizia.
Le esecuzioni, effettuate tramite impiccagione, hanno portato ad almeno 44 il numero totale di persone messe a morte nel 2014. L’Iraq ha giustiziato almeno 169 persone nel 2013, secondo un conteggio tenuto dall'agenzia AFP sulla base di comunicati del Ministero della Giustizia e notizie di funzionari iracheni. E’ stata la cifra più alta dopo l'invasione guidata dagli USA che classifica l’Iraq al terzo posto nel mondo per numero di esecuzioni solo dopo Cina e Iran.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 13/03/2014)
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