IRAQ: PILLAY ‘SCIOCCATA’ PER 34 ESECUZIONI IN UN GIORNO IN IRAQ
l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay, si è detta scioccata dopo aver appreso che 34 persone sono state giustiziate in Iraq in un solo giorno, la scorsa settimana, ed ha chiesto al Paese di introdurre un’immediata moratoria sull’uso
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l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay, si è detta scioccata dopo aver appreso che 34 persone sono state giustiziate in Iraq in un solo giorno, la scorsa settimana, ed ha chiesto al Paese di introdurre un’immediata moratoria sull’uso della pena di morte.
“Anche se fossero stati osservati i più scrupolosi standard sul processo equo, si tratterebbe comunque di un numero terrificante di persone giustiziate in un giorno solo”, è scritto nel comunicato dell’Alto Commissario.
“Considerando la mancanza di trasparenza dei procedimenti giudiziari, le preoccupazioni relative al giusto processo e l’alto numero di reati punibili con la pena di morte in Iraq, si tratta di una cifra realmente scioccante”, ha aggiunto.
Le 34 persone, incluse due donne, sono state giustiziate il 19 gennaio dopo essere state condannate a morte per vari crimini, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani.
Il numero complessivo di persone condannate a morte in Iraq dal 2004 si ritiene essere superiore a 1.200. Il numero dei giustiziati da allora è sconosciuto, sebbene almeno 63 persone si ritiene siano state messe a morte nei soli due ultimi mesi.
La pena capitale può essere imposta in Iraq per circa 48 reati, inclusi diversi crimini non-mortali come – in certe circostanze – il danneggiamento di proprietà pubbliche.
“L’aspetto più inquietante”, ha detto Pillay, “è che non abbiamo una sola notizia di persone condannate a morte che siano state graziate, nonostante ci siano casi documentati di confessioni ottenute mediante minacce.”
Pillay ha chiesto al Governo di introdurre un’immediata moratoria sulla pena di morte, sottolineando che sono circa 150 i paesi che hanno eliminato la pena capitale per legge o di fatto, o introdotto una moratoria.
L’Alto Commissario ha anche chiesto a Baghdad di “fermare le esecuzioni e con urgenza rivedere i casi degli attuali prigionieri nel braccio della morte”.
“Anche se fossero stati osservati i più scrupolosi standard sul processo equo, si tratterebbe comunque di un numero terrificante di persone giustiziate in un giorno solo”, è scritto nel comunicato dell’Alto Commissario.
“Considerando la mancanza di trasparenza dei procedimenti giudiziari, le preoccupazioni relative al giusto processo e l’alto numero di reati punibili con la pena di morte in Iraq, si tratta di una cifra realmente scioccante”, ha aggiunto.
Le 34 persone, incluse due donne, sono state giustiziate il 19 gennaio dopo essere state condannate a morte per vari crimini, secondo l’Ufficio dell’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani.
Il numero complessivo di persone condannate a morte in Iraq dal 2004 si ritiene essere superiore a 1.200. Il numero dei giustiziati da allora è sconosciuto, sebbene almeno 63 persone si ritiene siano state messe a morte nei soli due ultimi mesi.
La pena capitale può essere imposta in Iraq per circa 48 reati, inclusi diversi crimini non-mortali come – in certe circostanze – il danneggiamento di proprietà pubbliche.
“L’aspetto più inquietante”, ha detto Pillay, “è che non abbiamo una sola notizia di persone condannate a morte che siano state graziate, nonostante ci siano casi documentati di confessioni ottenute mediante minacce.”
Pillay ha chiesto al Governo di introdurre un’immediata moratoria sulla pena di morte, sottolineando che sono circa 150 i paesi che hanno eliminato la pena capitale per legge o di fatto, o introdotto una moratoria.
L’Alto Commissario ha anche chiesto a Baghdad di “fermare le esecuzioni e con urgenza rivedere i casi degli attuali prigionieri nel braccio della morte”.
— FONTI
- (Fonti: UN News Centre, 24/01/2012)
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