IRAQ. LOUISE ARBOUR, INIZIATIVA LEGALE PER EVITARE PATIBOLO A RAMADAN
Louise Arbour, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha avviato iniziative legali per evitare
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Louise Arbour, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha avviato iniziative legali per evitare una possibile condanna a morte di Taha Yassin Ramadan, ex vice di Saddam Hussein.
L'ergastolo di Ramadan, emesso in relazione al massacro di Dujail del 1982, è attualmente oggetto di appello e potrebbe essere modificato in pena capitale per impiccagione. La Arbour sostiene che uccidere Ramadan sarebbe illegale, perchè la pena capitale può essere inflitta soltanto se il processo di primo grado e le procedure di appello rispettano i parametri internazionali.
In una memoria di diciotto pagine presentata all’Alta Corte irachena, la Arbour ha riconosciuto "il desiderio di giustizia delle vittime nelle società che emergono da regimi che sono stati implicati o hanno causato i crimini più gravi e sistematici". Poiché la pena di morte è consentita solo a rigide condizioni, l'Alto commissario Onu per i diritti umani ha detto che il processo di Ramadan "non è riuscito a rispettare gli standard del giusto processo" e una pena capitale consisterebbe in un "trattamento crudele, disumano o degradante", che è proibito in base alle legge internazionali.
L'ergastolo di Ramadan, emesso in relazione al massacro di Dujail del 1982, è attualmente oggetto di appello e potrebbe essere modificato in pena capitale per impiccagione. La Arbour sostiene che uccidere Ramadan sarebbe illegale, perchè la pena capitale può essere inflitta soltanto se il processo di primo grado e le procedure di appello rispettano i parametri internazionali.
In una memoria di diciotto pagine presentata all’Alta Corte irachena, la Arbour ha riconosciuto "il desiderio di giustizia delle vittime nelle società che emergono da regimi che sono stati implicati o hanno causato i crimini più gravi e sistematici". Poiché la pena di morte è consentita solo a rigide condizioni, l'Alto commissario Onu per i diritti umani ha detto che il processo di Ramadan "non è riuscito a rispettare gli standard del giusto processo" e una pena capitale consisterebbe in un "trattamento crudele, disumano o degradante", che è proibito in base alle legge internazionali.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 08/02/2007)
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