IRAQ: JIHADISTI FRANCESI FANNO APPELLO ALL’ONU PER EVITARE LA PENA DI MORTE
Cinque jihadisti francesi condannati a morte in Iraq hanno fatto appello alle Nazioni Unite affinché spingano la Francia a riportarli a casa, ha detto il loro avvocato, aggiungendo che stanno subendo un trattamento disumano.

Cinque jihadisti francesi condannati a morte in Iraq hanno fatto appello alle Nazioni Unite affinché spingano la Francia a riportarli a casa, ha detto il loro avvocato, aggiungendo che stanno subendo un trattamento disumano.
I prigionieri stanno subendo "trattamenti disumani e degradanti all'interno delle carceri irachene", ha dichiarato l'avvocato Nabil Boudi all'AFP il 6 febbraio 2020.
Il governo francese è "perfettamente informato della situazione" ma non ha fatto nulla per fermarla", ha affermato, sottolineando che lo stato ha il dovere di garantire protezione consolare a "tutti i cittadini francesi, senza eccezioni".
I cinque detenuti sono Brahim Nejara, Bilel Kabaoui, Leonard Lopez, Fodil Tahar Aouidate e Mourad Delhomme. Sono tra gli 11 jihadisti condannati a morte l'anno scorso in Iraq dopo essere stati accusati di appartenere al gruppo armato dello Stato Islamico.
Boudi ha fatto appello al Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura, che controlla l'attuazione da parte degli Stati membri della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura, affinché "adotti misure di protezione provvisorie (...) per evitare che i denuncianti subiscano danni irreparabili".
Ha anche invitato le Nazioni Unite a condannare la Francia per aver rifiutato di rimpatriare gli uomini e processarli sul suolo francese.
- (Fonti: RFI, 07/02/2020)
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