IRAQ: FIGLIO TAREQ AZIZ, METTETE FINE A CALVARIO MIO PADRE
Condannato all'impiccagione in Iraq, Tareq Aziz è in pessime condizioni di salute e non vuole
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Condannato all'impiccagione in Iraq, Tareq Aziz è in pessime condizioni di salute e non vuole morire in carcere. Il figlio dell'ex capo della diplomazia di Saddam Hussein chiede che il governo iracheno metta fine al suo calvario: "Mio padre non può più muoversi, né parlare e incontra gravi difficoltà ad alimentarsi", spiega Ziad, raggiunto telefonicamente ad Amman dal quotidiano Le Figaro.
La famiglia si indigna per il silenzio delle autorità irachene: "Due settimane fa mia madre e mia sorella sono andate a trovarlo a Baghdad, ma non ci sono riuscite. Il vice ministro della Giustizia non risponde neppure alle nostre telefonate", denuncia Ziad.
Tre mesi dopo la conferma in appello della condanna all'esecuzione capitale, l'ex numero due del regime iracheno lancia una supplica affinché la sua condanna venga eseguita immediatamente, oppure che gli vengano concesse le cure mediche di cui ha bisogno. Una richiesta più volte respinta dal governo sciita di Nouri al-Maliki, secondo il quale Aziz riceve tutta l'assistenza di cui necessita.
Ieri il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, in visita a Baghdad, si è detto soddisfatto per aver ottenuto una moratoria dell'esecuzione della pena di morte di Tareq Aziz: "Sappiamo che voci molto autorevoli come quella del presidente Jalal Talabani si sono espresse per la possibilità di una clemenza, che però la legge irachena oggi non consente", ha spiegato il Ministro. "EÈ importante che però oggi parliamo ancora di Tareq Aziz come di un uomo in prigione e non in una tomba".
La famiglia si indigna per il silenzio delle autorità irachene: "Due settimane fa mia madre e mia sorella sono andate a trovarlo a Baghdad, ma non ci sono riuscite. Il vice ministro della Giustizia non risponde neppure alle nostre telefonate", denuncia Ziad.
Tre mesi dopo la conferma in appello della condanna all'esecuzione capitale, l'ex numero due del regime iracheno lancia una supplica affinché la sua condanna venga eseguita immediatamente, oppure che gli vengano concesse le cure mediche di cui ha bisogno. Una richiesta più volte respinta dal governo sciita di Nouri al-Maliki, secondo il quale Aziz riceve tutta l'assistenza di cui necessita.
Ieri il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, in visita a Baghdad, si è detto soddisfatto per aver ottenuto una moratoria dell'esecuzione della pena di morte di Tareq Aziz: "Sappiamo che voci molto autorevoli come quella del presidente Jalal Talabani si sono espresse per la possibilità di una clemenza, che però la legge irachena oggi non consente", ha spiegato il Ministro. "EÈ importante che però oggi parliamo ancora di Tareq Aziz come di un uomo in prigione e non in una tomba".
— FONTI
- (Fonti: TMNews, 09/06/2011)
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