IRAQ: DE GREGORIO, C'E' SPIRAGLIO PER SALVARE TAREQ AZIZ
il senatore Sergio De Gregorio, Presidente della Delegazione Italiana presso l'Assemblea
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il senatore Sergio De Gregorio, Presidente della Delegazione Italiana presso l'Assemblea Parlamentare della NATO, in visita a Erbil su invito del Presidente del Kurdistan Iracheno, Massoud Barzani, ha chiesto allo stesso Presidente Barzani di “intervenire perché a Tareq Aziz venga risparmiata la vita”.
Il Presidente Barzani avrebbe convocato i capi di tutti i partiti iracheni a Erbil e, contemporaneamente al tentativo di favorire la composizione di un governo di unità nazionale fra le etnie irachene, avrebbe sollevato la questione della condanna a morte di Tareq Aziz e “consigliato la strada della tolleranza e del rispetto della vita contro quella della vendetta e dell'odio".
"Il Presidente del Kurdistan mi ha assicurato – ha riferito il senatore De Gregorio - che la sua posizione non è una sorpresa: “Il sangue non si lava con il sangue e per quanto mi riguarda la sete di vendetta del mio popolo, offeso da tanti lutti e da un terribile genocidio, si è trasformata in cultura del rispetto della vita umana”, avrebbe detto Barzani a De Gregorio.
“Io stesso ebbi a dire che perfino la moglie di Saddam Hussein e le sue figlie potevano restare in Iraq, perché non colpevoli dei massacri e delle pulizie etniche. Tareq Aziz è un vecchio malato e non credo che lasciarlo in vita faccia la differenza".
Il Presidente Barzani avrebbe convocato i capi di tutti i partiti iracheni a Erbil e, contemporaneamente al tentativo di favorire la composizione di un governo di unità nazionale fra le etnie irachene, avrebbe sollevato la questione della condanna a morte di Tareq Aziz e “consigliato la strada della tolleranza e del rispetto della vita contro quella della vendetta e dell'odio".
"Il Presidente del Kurdistan mi ha assicurato – ha riferito il senatore De Gregorio - che la sua posizione non è una sorpresa: “Il sangue non si lava con il sangue e per quanto mi riguarda la sete di vendetta del mio popolo, offeso da tanti lutti e da un terribile genocidio, si è trasformata in cultura del rispetto della vita umana”, avrebbe detto Barzani a De Gregorio.
“Io stesso ebbi a dire che perfino la moglie di Saddam Hussein e le sue figlie potevano restare in Iraq, perché non colpevoli dei massacri e delle pulizie etniche. Tareq Aziz è un vecchio malato e non credo che lasciarlo in vita faccia la differenza".
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 07/11/2010)
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