IRAQ. CONDANNE A MORTE PER GENOCIDIO CURDI
il Tribunale speciale iracheno (Tsi) ha emesso stamani a Bagdad tre condanne a morte nel processo per il
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il Tribunale speciale iracheno (Tsi) ha emesso stamani a Bagdad tre condanne a morte nel processo per il genocidio dei curdi alla fine degli anni '80, attuato con una violenta campagna militare denominata «Anfal» che costò la vita, secondo le ultime stime, ad almeno 182mila persone. La pena capitale è stata comminata ad Ali Hassan al-Majid, il cugino dell’ex rais noto come "Alì il Chimico"; a Sultan Hashem Ahmad, già generale dell'esercito di Saddam e poi ministro della Difesa e Hussein Rashid Al-Tikriti, vice comandante delle operazioni delle Forze armate. Tutti quanti saranno uccisi mediante impiccagione.
È stato invece condannato all'ergastolo l'ex comandante del servizio segreto militare iracheno, Farhan al-Juburi, riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità per avere fornito ad "Alì il Chimico" le informazioni dell'intelligence necessarie per condurre il genocidio, che ha avuto il suo culmine nel 1988. L’Alta Corte penale irachena ha invece ritirato ogni accusa contro Taher Tawfiq al-Ani. Il giudice ha spiegato che le accuse contro al-Ani, ex governatore di Mosul e responsabile della Commissione affari settentrionali, sono state ritirate per insufficienza di prove. Una decisione largamente attesa, perché l’accusa aveva chiesto il rilascio dell’uomo.
"Alì il Chimico" è stato chiamato a rispondere anche di genocidio; gli altri imputati erano invece stati accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
È stato invece condannato all'ergastolo l'ex comandante del servizio segreto militare iracheno, Farhan al-Juburi, riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità per avere fornito ad "Alì il Chimico" le informazioni dell'intelligence necessarie per condurre il genocidio, che ha avuto il suo culmine nel 1988. L’Alta Corte penale irachena ha invece ritirato ogni accusa contro Taher Tawfiq al-Ani. Il giudice ha spiegato che le accuse contro al-Ani, ex governatore di Mosul e responsabile della Commissione affari settentrionali, sono state ritirate per insufficienza di prove. Una decisione largamente attesa, perché l’accusa aveva chiesto il rilascio dell’uomo.
"Alì il Chimico" è stato chiamato a rispondere anche di genocidio; gli altri imputati erano invece stati accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
— FONTI
- (Fonti: Corriere.it, Guardian, 24/06/2007)
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