IRAQ: AL-MALIKI, ISLAM E COSTITUZIONE AUTORIZZANO PENA DI MORTE
durante una conferenza stampa congiunta, il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki ha respinto pubblicamente l’appello del Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon all’Iraq di fermare le esecuzioni.
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durante una conferenza stampa congiunta, il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki ha respinto pubblicamente l’appello del Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon all’Iraq di fermare le esecuzioni.
Nonostante le richieste di moratoria giunte da più parti a causa di gravi problemi evidenti nel sistema di giustizia penale del Paese, l'Iraq ha giustiziato almeno 169 persone nel 2013, la cifra più alta dall'invasione guidata dagli Usa nel 2003 e che lo classifica al terzo posto nel mondo, dietro solo la Cina e l'Iran.
"Ho esortato il Primo Ministro e il Governo iracheno a stabilire una moratoria sulla pena di morte", ha detto Ban in risposta a una domanda durante la conferenza stampa con Maliki a Baghdad.
Ma Maliki ha risposto che gli iracheni non avrebbero accettato che fosse consentito ad assassini di restare in vita e ha aggiunto che le esecuzioni sono legittime in base sia alla Costituzione sia all'Islam.
"Rispettiamo le decisioni delle Nazioni Unite e i diritti umani, ma non crediamo che i diritti di chi uccide le persone debbano essere rispettati", ha detto Maliki.
Nonostante le richieste di moratoria giunte da più parti a causa di gravi problemi evidenti nel sistema di giustizia penale del Paese, l'Iraq ha giustiziato almeno 169 persone nel 2013, la cifra più alta dall'invasione guidata dagli Usa nel 2003 e che lo classifica al terzo posto nel mondo, dietro solo la Cina e l'Iran.
"Ho esortato il Primo Ministro e il Governo iracheno a stabilire una moratoria sulla pena di morte", ha detto Ban in risposta a una domanda durante la conferenza stampa con Maliki a Baghdad.
Ma Maliki ha risposto che gli iracheni non avrebbero accettato che fosse consentito ad assassini di restare in vita e ha aggiunto che le esecuzioni sono legittime in base sia alla Costituzione sia all'Islam.
"Rispettiamo le decisioni delle Nazioni Unite e i diritti umani, ma non crediamo che i diritti di chi uccide le persone debbano essere rispettati", ha detto Maliki.
— FONTI
- (Fonti: www.middle-east-online.com, 13/01/2014)
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