IRAN: TRE IMPICCATI IN PUBBLICO PER ATTENTATO MOSCHEA
le autorità iraniane hanno impiccato in pubblico tre uomini condannati per coinvolgimento nell'attentato del 28 maggio alla moschea di Zahedan, nel sudest del paese, che ha provocato 25 morti e 125 feriti.
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le autorità iraniane hanno impiccato in pubblico tre uomini condannati per coinvolgimento nell'attentato del 28 maggio alla moschea di Zahedan, nel sudest del paese, che ha provocato 25 morti e 125 feriti. Lo ha reso noto l'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il Dipartimento di Giustizia di Zahedan ha fornito i nomi dei tre giustiziati: Haji Nouti Zehi, Gholam Rasoul Shahroo Zehi e Zabihollah Naroui.
I tre, precisa la stessa fonte, erano stati arrestati già prima dell'attentato e sono stati riconosciuti colpevoli di aver fornito l'esplosivo per l'azione terroristica. Per questo erano stati condannati a morte come «nemici di Dio» e «corrotti sulla Terra».
L'esecuzione ha avuto luogo alle sei di mattina vicino alla moschea sciita di Ali Ibn-Abitaleb, dove l'attentato ha avuto luogo.
La strage è stata rivendicata dal gruppo ribelle sunnita Jundallah alla tv panaraba Al Arabiya.
Un esponente del gruppo aveva detto che si era trattato di un attentato suicida contro le forze paramilitari Basij (i fedelissimi del regime sciita) riunite nella moschea per coordinare la strategia per le elezioni presidenziali del prossimo 12 giugno.
Il vicepresidente della provincia del Sistan-Baluchistan (della quale Zahedan è capoluogo), Jalal Sayah, aveva detto che gli attentatori erano stati reclutati dagli Stati Uniti, accusa subito respinta dagli Usa, che hanno condannato l'attentato.
I tre, precisa la stessa fonte, erano stati arrestati già prima dell'attentato e sono stati riconosciuti colpevoli di aver fornito l'esplosivo per l'azione terroristica. Per questo erano stati condannati a morte come «nemici di Dio» e «corrotti sulla Terra».
L'esecuzione ha avuto luogo alle sei di mattina vicino alla moschea sciita di Ali Ibn-Abitaleb, dove l'attentato ha avuto luogo.
La strage è stata rivendicata dal gruppo ribelle sunnita Jundallah alla tv panaraba Al Arabiya.
Un esponente del gruppo aveva detto che si era trattato di un attentato suicida contro le forze paramilitari Basij (i fedelissimi del regime sciita) riunite nella moschea per coordinare la strategia per le elezioni presidenziali del prossimo 12 giugno.
Il vicepresidente della provincia del Sistan-Baluchistan (della quale Zahedan è capoluogo), Jalal Sayah, aveva detto che gli attentatori erano stati reclutati dagli Stati Uniti, accusa subito respinta dagli Usa, che hanno condannato l'attentato.
— FONTI
- (Fonti: corriere.it, nytimes.com, 30/09/2009)
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