IRAN: SOSPESE LE ESECUZIONI PER REATI DI DROGA
Ali Larijani, presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato che vanno rivisti tutti i casi in cui persone sono state condannate a morte in Iran per reati legati alla droga.

Ali Larijani, presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato che vanno rivisti tutti i casi in cui persone sono state condannate a morte in Iran per reati legati alla droga.
È stato inoltre deciso lo stop delle esecuzioni pianificate, ha riportato l'agenzia di stampa Isna.
Secondo le statistiche ufficiali, 4.000 persone sono attualmente nel braccio della morte in Iran per reati di droga.
Il governo iraniano ha ufficialmente abolito la pena di morte per alcuni crimini legati alle droghe a novembre.
Larijani aveva precedentemente difeso la pena di morte per gli spacciatori di droga, sostenendo che fossero responsabili della morte di migliaia di giovani e di una vita di sofferenze per le loro famiglie.
"Senza la pena di morte e le esecuzioni, le droghe sarebbero disponibili in tutti i supermercati", ha affermato.
Nel 2016 un'inchiesta ha rilevato che, nonostante il numero elevato di esecuzioni, la quantità e la varietà di droghe introdotte di contrabbando in Iran è aumentata, piuttosto che diminuire.
In passato l'Iran è stato oggetto di critiche da parte della comunità internazionale per la sua posizione sui reati di droga.
Le autorità del Paese stanno attualmente valutando quali punizioni specifiche siano appropriate come alternativa efficace alla pena di morte, secondo l’Isna.
Ad esempio, coloro che sono stati condannati per la vendita su piccola scala potrebbero essere condannati a diversi anni di prigione o al servizio civile.
I signori della droga, tuttavia, riceveranno ancora la condanna a morte.
- (Fonti: independent.ng, 09/01/2018)
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