IRAN: PER VENDETTA IMPICCATO A META'
un uomo condannato a morte in Iran e' stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso, che
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un uomo condannato a morte in Iran Eè stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso, che hanno accettato denaro per salvarlo solo in extremis.
L'episodio Eè avvenuto a Kazerun, citta' nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia 'dolce epilogo di una esecuzione'. Un epilogo arrivato in realtà dopo che il condannato, secondo la stessa agenzia, era rimasto appeso 'per alcuni minuti'. Un tempo sufficiente per subire danni irreversibili.
Il procuratore della Corte rivoluzionaria di Kazerun ha detto che l'uomo Eè stato ricoverato in ospedale, ma non ha fornito particolari sulle sue condizioni. Secondo i dettami della legge islamica vigente in Iran, il condannato a morte per omicidio ha salva la vita se i familiari della vittima gli concedono il 'perdono', in cambio di un risarcimento in denaro. I congiunti dell'ucciso che decidono di fermare l'esecuzione lo fanno normalmente nei giorni precedenti, o in alcuni casi fino a pochi istanti prima, quando il condannato Eè gia' sul patibolo con la corda al collo.
In questo caso i parenti della vittima hanno invece voluto che l’impiccagione andasse avanti per diversi minuti.
L'episodio Eè avvenuto a Kazerun, citta' nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia 'dolce epilogo di una esecuzione'. Un epilogo arrivato in realtà dopo che il condannato, secondo la stessa agenzia, era rimasto appeso 'per alcuni minuti'. Un tempo sufficiente per subire danni irreversibili.
Il procuratore della Corte rivoluzionaria di Kazerun ha detto che l'uomo Eè stato ricoverato in ospedale, ma non ha fornito particolari sulle sue condizioni. Secondo i dettami della legge islamica vigente in Iran, il condannato a morte per omicidio ha salva la vita se i familiari della vittima gli concedono il 'perdono', in cambio di un risarcimento in denaro. I congiunti dell'ucciso che decidono di fermare l'esecuzione lo fanno normalmente nei giorni precedenti, o in alcuni casi fino a pochi istanti prima, quando il condannato Eè gia' sul patibolo con la corda al collo.
In questo caso i parenti della vittima hanno invece voluto che l’impiccagione andasse avanti per diversi minuti.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, 08/12/2008)
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