IRAN: NESSUNO TOCCHI CAINO, ITALIA NON ESTRADI IL BLOGGER KHOSRAVI
l’Associazione radicale Nessuno tocchi Caino chiede alle autorità italiane di non concedere l’estradizione nella Repubblica Islamica dell’Iran del blogger Mehdi Khosravi, noto anche come Yashar Parsa, nato in Iran, ma residente nel Regno Unito in qualità
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l’Associazione radicale Nessuno tocchi Caino chiede alle autorità italiane di non concedere l’estradizione nella Repubblica Islamica dell’Iran del blogger Mehdi Khosravi, noto anche come Yashar Parsa, nato in Iran, ma residente nel Regno Unito in qualità di rifugiato politico, arrestato il 7 agosto scorso a Dorio, provincia di Lecco, mentre era in vacanza in Italia.
La Repubblica Islamica sta insistendo in queste ore con le autorità italiane per ottenere la sua estradizione che se concessa – secondo Nessuno tocchi Caino – metterebbe a repentaglio la vita dell’attivista iraniano per la democrazia e la tutela dei diritti umani.
Sulla testa di Khosravi, che è stato negli ultimi tre anni anche Amministratore esecutivo del “Consiglio nazionale iraniano per le libere elezioni”, pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dalla Repubblica islamica dopo la sua fuga a seguito delle manifestazioni del Movimento Verde, nato dopo la rielezione del Presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2009.
Nessuno tocchi Caino fa proprio l’appello lanciato da Reza Ciro Pahlavi, figlio dello Scià costretto all’esilio dopo l’avvento del regime khomeinista, attraverso una lettera indirizzata al Capo del Governo Matteo Renzi in cui si chiede di non cedere alle pressioni iraniane.
“L’Italia, che è conosciuta nel mondo per il suo impegno a favore dell’abolizione della pena di morte, non può collaborare alla sua pratica in un regime come quello iraniano che nell’ultima settimana ha giustiziato decine di oppositori politici”, ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. “Il Signor Khosravi rischia la vita se viene estradato in Iran e l’Italia ha l’obbligo, dettato dalla propria Costituzione oltre che da Convenzioni e Protocolli internazionali, di non cooperare per via giudiziaria o politica in casi come questo.”
La Repubblica Islamica sta insistendo in queste ore con le autorità italiane per ottenere la sua estradizione che se concessa – secondo Nessuno tocchi Caino – metterebbe a repentaglio la vita dell’attivista iraniano per la democrazia e la tutela dei diritti umani.
Sulla testa di Khosravi, che è stato negli ultimi tre anni anche Amministratore esecutivo del “Consiglio nazionale iraniano per le libere elezioni”, pendeva un mandato di cattura internazionale emesso dalla Repubblica islamica dopo la sua fuga a seguito delle manifestazioni del Movimento Verde, nato dopo la rielezione del Presidente Mahmoud Ahmadinejad nel 2009.
Nessuno tocchi Caino fa proprio l’appello lanciato da Reza Ciro Pahlavi, figlio dello Scià costretto all’esilio dopo l’avvento del regime khomeinista, attraverso una lettera indirizzata al Capo del Governo Matteo Renzi in cui si chiede di non cedere alle pressioni iraniane.
“L’Italia, che è conosciuta nel mondo per il suo impegno a favore dell’abolizione della pena di morte, non può collaborare alla sua pratica in un regime come quello iraniano che nell’ultima settimana ha giustiziato decine di oppositori politici”, ha dichiarato Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. “Il Signor Khosravi rischia la vita se viene estradato in Iran e l’Italia ha l’obbligo, dettato dalla propria Costituzione oltre che da Convenzioni e Protocolli internazionali, di non cooperare per via giudiziaria o politica in casi come questo.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 10/08/2016)
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