IRAN: IMPICCATO PER TERRORISMO NEL SISTAN-BALUCHESTAN
Abdolhamid Rigi è stato impiccato nella provincia iraniana del Sistan-Baluchestan, nel carcere di Zahedan, dopo essere stato riconosciuto colpevole di atti terroristici, rapine a mano armata e traffico di droga.
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Abdolhamid Rigi è stato impiccato nella provincia iraniana del Sistan-Baluchestan, nel carcere di Zahedan, dopo essere stato riconosciuto colpevole di atti terroristici, rapine a mano armata e traffico di droga.
Abdolhamid è il fratello di Abdolmalek Rigi, leader del gruppo ribelle sunnita Jundollah (Soldati di Dio), attualmente detenuto nella Repubblica Islamica.
L’esecuzione di Abdolhamid era stata inizialmente fissata lo scorso luglio e a dicembre, tuttavia era stata rimandata dalle autorità per ottenere da lui ulteriori informazioni.
Il leader di Jundollah, Abdolmalek, è stato arrestato a febbraio, quattro mesi dopo la rivendicazione da parte del gruppo di un attentato esplosivo costato la vita a decine di persone, inclusi alcuni ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie.
All’esecuzione di Abdolhamid hanno assistito parenti delle vittime di Jundollah, per alleviare “il loro dolore”, ha dichiarato Ebrahim Hamidi, funzionario giudiziario nella provincia del Sistan-Baluchestan, aggiungendo che “le autorità hanno deciso di non effettuare l’esecuzione in pubblico per motivi di sicurezza”.
Abdolhamid è il fratello di Abdolmalek Rigi, leader del gruppo ribelle sunnita Jundollah (Soldati di Dio), attualmente detenuto nella Repubblica Islamica.
L’esecuzione di Abdolhamid era stata inizialmente fissata lo scorso luglio e a dicembre, tuttavia era stata rimandata dalle autorità per ottenere da lui ulteriori informazioni.
Il leader di Jundollah, Abdolmalek, è stato arrestato a febbraio, quattro mesi dopo la rivendicazione da parte del gruppo di un attentato esplosivo costato la vita a decine di persone, inclusi alcuni ufficiali delle Guardie Rivoluzionarie.
All’esecuzione di Abdolhamid hanno assistito parenti delle vittime di Jundollah, per alleviare “il loro dolore”, ha dichiarato Ebrahim Hamidi, funzionario giudiziario nella provincia del Sistan-Baluchestan, aggiungendo che “le autorità hanno deciso di non effettuare l’esecuzione in pubblico per motivi di sicurezza”.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 24/05/2010)
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