IRAN: ‘ENSAMBLE CONTRE LA PEINE DE MORT’ ALLERTA LA FIFA CHE L’IRAN GIUSTIZIA I CONDANNATI A MORTE NEGLI STADI DI CALCIO’
Raphael Chenuil-Hazan, Presidente di "Ensamble contre la peine de mort-Insieme contro la pena di
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Raphael Chenuil-Hazan, Presidente di "Ensamble contre la peine de mort-Insieme contro la pena di morte" (ECPM), in una lettera inviata a Gianni Infantino, Presidente della FIFA, fa presente che in Iran si effettuano esecuzioni pubbliche anche negli stadi di calcio, come nel caso di Saeed T. giustiziato il 22 settembre 2016 a Neyriz.
In un articolo pubblicato dal giornale di calcio "So Foot", Raphael Chenuil-Hazan afferma che "la maggior parte delle condanne a morte in Iran sono per traffico di droga o omosessualità, e i condannati sono spesso appartenenti a minoranze etniche o religiose. Si tratta di un messaggio indirizzato ai curdi e afgani, che rappresentano il proletariato locale. Vi sono anche esecuzioni di minori. " Il segretario generale della FIFA Fatma Samoura, ha risposto che "la FIFA condanna simili azioni, che violano la dignità di ogni essere umano" e ha aggiunto di voler cogliere questa occasione per far conoscere un impegno statutario a tutela dei diritti umani. “In conformità con il nuovo articolo 3 del nostro statuto, la FIFA si impegna a rispettare i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e si sforza di promuoverne la tutela. Questo impegno include anche sforzi volti a prevenire conseguenze negative sui diritti umani da parte di terzi che hanno un rapporto diretto con noi. Nell'ambito di queste attività, siamo sempre più impegnati nel sostenere i nostri associati affinchè mettano in atto meccanismi adeguati per rispettare i diritti umani nelle loro attività.
La FIFA si è impegnata ad affrontare la questione con la federazione iraniana, e Raphael Chenuil-Hazan si aspetta dalla FIFA risultati concreti nei confronti dell’Iran, senza escludere una estromissione del Paese dalle competizioni internazionali, visto che lo statuto glielo consentirebbe.
In un articolo pubblicato dal giornale di calcio "So Foot", Raphael Chenuil-Hazan afferma che "la maggior parte delle condanne a morte in Iran sono per traffico di droga o omosessualità, e i condannati sono spesso appartenenti a minoranze etniche o religiose. Si tratta di un messaggio indirizzato ai curdi e afgani, che rappresentano il proletariato locale. Vi sono anche esecuzioni di minori. " Il segretario generale della FIFA Fatma Samoura, ha risposto che "la FIFA condanna simili azioni, che violano la dignità di ogni essere umano" e ha aggiunto di voler cogliere questa occasione per far conoscere un impegno statutario a tutela dei diritti umani. “In conformità con il nuovo articolo 3 del nostro statuto, la FIFA si impegna a rispettare i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e si sforza di promuoverne la tutela. Questo impegno include anche sforzi volti a prevenire conseguenze negative sui diritti umani da parte di terzi che hanno un rapporto diretto con noi. Nell'ambito di queste attività, siamo sempre più impegnati nel sostenere i nostri associati affinchè mettano in atto meccanismi adeguati per rispettare i diritti umani nelle loro attività.
La FIFA si è impegnata ad affrontare la questione con la federazione iraniana, e Raphael Chenuil-Hazan si aspetta dalla FIFA risultati concreti nei confronti dell’Iran, senza escludere una estromissione del Paese dalle competizioni internazionali, visto che lo statuto glielo consentirebbe.
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