IRAN: CORTE SUPREMA CONFERMA CONDANNA A MORTE DI SAEED MALEKPOUR
la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte di Saeed Malekpour, un
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la Corte Suprema iraniana ha confermato la condanna a morte di Saeed Malekpour, un web designer 35enne riconosciuto colpevole di attività illegale sulla rete internet.
Malekpour, in passato residente in Canada, è stato arrestato nel 2008 dopo essere tornato in Iran per visitare suo padre. E’ stato portato nel carcere Evin di Teheran, dove ha trascorso più di un anno in isolamento.
E’ stato condannato a morte nel 2010 sulla base di diverse accuse, incluse la“progettazione e amministrazione di siti web per adulti”, attività considerate anti-islamiche.
Sua sorella, Maryam Malekpour, parlando alla Radio Farda RFE/RL il 18 gennaio ha detto che suo fratello non è coinvolto in nessuna attività illegale.
Un programma sviluppato da suo fratello sarebbe stato usato da siti web pornografici per pubblicare foto. “Sfortunatamente, senza che lui lo sapesse, il programma è stato venduto e usato per caricare foto su questi siti immorali”, ha detto Maryam Malekpour.
La Malekpour ha anche espresso dubbi sulla confessione resa dal fratello nel 2010, nella quale avrebbe ammesso tutte le accuse. Si tratterebbe di dichiarazioni estorte con la forza: “Tutte le prove che hanno contro di lui derivano dalle sue confessioni”, ha detto.
“Saeed è stato messo in isolamento per circa un anno e mezzo e sottoposto ad estrema pressione emotiva e fisica. Chiunque nelle sue condizioni avrebbe finito per confessare quello che gli si chiedeva di ammettere”.
Secondo la Malekpour una delle ragioni della condanna del fratello potrebbe esser legata ai suoi rapporti col Canada.
All’epoca dell’arresto, il giovane era in attesa di ottenere la cittadinanza canadese. Il Canada si è unito agli Usa ed a paesi europei nell’introdurre sanzioni contro l’Iran negli ultimi mesi, tra crescenti preoccupazioni circa il programma nucleare iraniano. Il 17 gennaio, il ministro degli Esteri canadese John Baird ha condannato la decisione della Corte Suprema iraniana.
Malekpour, in passato residente in Canada, è stato arrestato nel 2008 dopo essere tornato in Iran per visitare suo padre. E’ stato portato nel carcere Evin di Teheran, dove ha trascorso più di un anno in isolamento.
E’ stato condannato a morte nel 2010 sulla base di diverse accuse, incluse la“progettazione e amministrazione di siti web per adulti”, attività considerate anti-islamiche.
Sua sorella, Maryam Malekpour, parlando alla Radio Farda RFE/RL il 18 gennaio ha detto che suo fratello non è coinvolto in nessuna attività illegale.
Un programma sviluppato da suo fratello sarebbe stato usato da siti web pornografici per pubblicare foto. “Sfortunatamente, senza che lui lo sapesse, il programma è stato venduto e usato per caricare foto su questi siti immorali”, ha detto Maryam Malekpour.
La Malekpour ha anche espresso dubbi sulla confessione resa dal fratello nel 2010, nella quale avrebbe ammesso tutte le accuse. Si tratterebbe di dichiarazioni estorte con la forza: “Tutte le prove che hanno contro di lui derivano dalle sue confessioni”, ha detto.
“Saeed è stato messo in isolamento per circa un anno e mezzo e sottoposto ad estrema pressione emotiva e fisica. Chiunque nelle sue condizioni avrebbe finito per confessare quello che gli si chiedeva di ammettere”.
Secondo la Malekpour una delle ragioni della condanna del fratello potrebbe esser legata ai suoi rapporti col Canada.
All’epoca dell’arresto, il giovane era in attesa di ottenere la cittadinanza canadese. Il Canada si è unito agli Usa ed a paesi europei nell’introdurre sanzioni contro l’Iran negli ultimi mesi, tra crescenti preoccupazioni circa il programma nucleare iraniano. Il 17 gennaio, il ministro degli Esteri canadese John Baird ha condannato la decisione della Corte Suprema iraniana.
— FONTI
- (Fonti: Radio Farda, 18/01/2012)
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