IRAN: 13 ESECUZIONI IN DUE GIORNI
13 persone sono state impiccate in Iran tra ieri e oggi, per traffico di droga e terrorismo.
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13 persone sono state impiccate in Iran tra ieri e oggi, per traffico di droga e terrorismo.
Le prime 10 persone sono state impiccate di mattina presto nel carcere di Evin, nella capitale Teheran, dopo essere state riconosciute colpevoli di traffico di droga.
Secondo l’organizzazione Iran Human Rights (IHR) si tratta di esecuzioni “illegali”, dal momento che i prigionieri avrebbero confessato sotto tortura e sono stati condannati a morte al termine di processi farsa durati ognuno meno di 30 minuti.
I media ufficiali della Repubblica Islamica hanno confermato la notizia delle impiccagioni. La IRIB NEWS ha reso noto cha i giustiziati appartenevano a due gruppi di trafficanti di droga.
Farshid Rostami, Farhad Mashhadi Abolghasem, Ali Darvishi, Abbas Abbasi Namaki, Saeed Sedighi, Hami Rabiei e Mohammad Ali Rabiei erano membri della prima banda, riconosciuta colpevole a Teheran del possesso di una tonnellata di “Shishe” (eroina sintetica). Il secondo gruppo – formato da Alireza Molaei, Eshagh (Isac) Lorgi e Yousef Parmar - avrebbe trafficato più di una tonnellata di oppio da una città portuale del sud fino a Teheran.
Il 21 ottobre tre membri di un gruppo armato sono stati impiccati nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan, rende noto la Mehr News Agency citando il procuratore generale della provincia, Mohammad Marzbeh.
I tre sono stati identificati come Yahya Charizehi, Abdoljalil Kahrazehi and Abdolbasset Rigi, la cui esecuzione è avvenuta di mattina presto nel carcere del capoluogo provinciale Zahedan.
Charizehi e Kahrazehi – ha detto il Procuratore – avevano commesso un’azione terroristica che aveva ucciso 38 persone e causato 108 feriti, nel dicembre 2000 nella città portuale di Chabahar.
Rigi aveva commesso nel luglio 2000 un attentato esplosivo nella moschea di Zahedan, provocando 28 morti.
Le prime 10 persone sono state impiccate di mattina presto nel carcere di Evin, nella capitale Teheran, dopo essere state riconosciute colpevoli di traffico di droga.
Secondo l’organizzazione Iran Human Rights (IHR) si tratta di esecuzioni “illegali”, dal momento che i prigionieri avrebbero confessato sotto tortura e sono stati condannati a morte al termine di processi farsa durati ognuno meno di 30 minuti.
I media ufficiali della Repubblica Islamica hanno confermato la notizia delle impiccagioni. La IRIB NEWS ha reso noto cha i giustiziati appartenevano a due gruppi di trafficanti di droga.
Farshid Rostami, Farhad Mashhadi Abolghasem, Ali Darvishi, Abbas Abbasi Namaki, Saeed Sedighi, Hami Rabiei e Mohammad Ali Rabiei erano membri della prima banda, riconosciuta colpevole a Teheran del possesso di una tonnellata di “Shishe” (eroina sintetica). Il secondo gruppo – formato da Alireza Molaei, Eshagh (Isac) Lorgi e Yousef Parmar - avrebbe trafficato più di una tonnellata di oppio da una città portuale del sud fino a Teheran.
Il 21 ottobre tre membri di un gruppo armato sono stati impiccati nella provincia sud-orientale del Sistan-Baluchestan, rende noto la Mehr News Agency citando il procuratore generale della provincia, Mohammad Marzbeh.
I tre sono stati identificati come Yahya Charizehi, Abdoljalil Kahrazehi and Abdolbasset Rigi, la cui esecuzione è avvenuta di mattina presto nel carcere del capoluogo provinciale Zahedan.
Charizehi e Kahrazehi – ha detto il Procuratore – avevano commesso un’azione terroristica che aveva ucciso 38 persone e causato 108 feriti, nel dicembre 2000 nella città portuale di Chabahar.
Rigi aveva commesso nel luglio 2000 un attentato esplosivo nella moschea di Zahedan, provocando 28 morti.
— FONTI
- (Fonti: en.trend.az, Afp, 21/10/2012; Iran Human Rights, 22/10/2012)
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