in un meeting organizzato dalla Zimbabwe Association for Crime Prevention and Rehabilitation of the
in un meeting organizzato dalla Zimbabwe Association for Crime Prevention and Rehabilitation of the
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in un meeting organizzato dalla Zimbabwe Association for Crime Prevention and Rehabilitation of the Offender (ZACRO), il Ministro della Giustizia Emmerson Mnangagwa ha detto che lo Zimbabwe non avrebbe visto un'esecuzione ufficiale sotto la sua supervisione.
"Voglio essere chiaro nel dire che la pena di morte è la negazione ultima dei diritti umani e un omicidio a sangue freddo e aberrante di un essere umano da parte dello Stato in nome della giustizia", ha detto Mnangagwa, il quale ha aggiunto: "Da tempo immemorabile la pena di morte è stata una questione controversa in tutto il mondo. La sua barbarie, sadismo e disumanità congiunti all'inevitabile fallibilità del giudizio umano di coloro che pronunciano il verdetto sta convincendo un numero crescente di Governi sia sviluppati sia in via di sviluppo ad abbandonare la pena di morte".
"Sono orgoglioso del fatto che lo Zimbabwe è recentemente diventato un paese abolizionista de facto, dato che non abbiamo effettuato esecuzioni negli ultimi 10 anni e non vi è una probabilità che questo accada nella situazione attuale", ha detto Mnangagwa.
Il Ministro della Giustizia ha anche detto che la sua proposta iniziale di graziare in un colpo solo tutti i 97 condannati a morte era stata respinta dal Consiglio dei Ministri secondo il quale si doveva invece procedere caso per caso. "Ora mi è stato permesso di trattare i casi a gruppi di 10 alla volta ... Alcuni saranno commutati a 20 anni di carcere, altri possono anche essere condannati all'ergastolo a seconda delle circostanze del caso. Ma mi sarebbe piaciuto vedere tutti e 97 i detenuti fuori dal braccio della morte."
Parlando allo stesso incontro, il Capo tradizionale Nyakunhuwa di Zaka ha detto che il Consiglio dei Capi era contro la pena capitale, retaggio del passato coloniale. "Prima del colonialismo, eravamo governati dai nostri leader tradizionali e non abbiamo avuto la pena di morte." "Secondo tradizione, credevamo che la compensazione era il modo migliore per gestire o per placare gli spiriti vendicatori e compivamo rituali e risolvevamo la questione pacificamente senza ulteriore spargimento di sangue”, ha aggiunto Nyakunhuwa. "Con l'avvento dei bianchi, abbiamo iniziato a usare il diritto romano-olandese che esige l’occhio per occhio e ora ci troviamo a condannare a morte la gente”, ha concluso il Capo Nyakunhuwa, il quale ha chiesto che la giustizia riparatoria torni a prevalere in Zimbabwe.
"Voglio essere chiaro nel dire che la pena di morte è la negazione ultima dei diritti umani e un omicidio a sangue freddo e aberrante di un essere umano da parte dello Stato in nome della giustizia", ha detto Mnangagwa, il quale ha aggiunto: "Da tempo immemorabile la pena di morte è stata una questione controversa in tutto il mondo. La sua barbarie, sadismo e disumanità congiunti all'inevitabile fallibilità del giudizio umano di coloro che pronunciano il verdetto sta convincendo un numero crescente di Governi sia sviluppati sia in via di sviluppo ad abbandonare la pena di morte".
"Sono orgoglioso del fatto che lo Zimbabwe è recentemente diventato un paese abolizionista de facto, dato che non abbiamo effettuato esecuzioni negli ultimi 10 anni e non vi è una probabilità che questo accada nella situazione attuale", ha detto Mnangagwa.
Il Ministro della Giustizia ha anche detto che la sua proposta iniziale di graziare in un colpo solo tutti i 97 condannati a morte era stata respinta dal Consiglio dei Ministri secondo il quale si doveva invece procedere caso per caso. "Ora mi è stato permesso di trattare i casi a gruppi di 10 alla volta ... Alcuni saranno commutati a 20 anni di carcere, altri possono anche essere condannati all'ergastolo a seconda delle circostanze del caso. Ma mi sarebbe piaciuto vedere tutti e 97 i detenuti fuori dal braccio della morte."
Parlando allo stesso incontro, il Capo tradizionale Nyakunhuwa di Zaka ha detto che il Consiglio dei Capi era contro la pena capitale, retaggio del passato coloniale. "Prima del colonialismo, eravamo governati dai nostri leader tradizionali e non abbiamo avuto la pena di morte." "Secondo tradizione, credevamo che la compensazione era il modo migliore per gestire o per placare gli spiriti vendicatori e compivamo rituali e risolvevamo la questione pacificamente senza ulteriore spargimento di sangue”, ha aggiunto Nyakunhuwa. "Con l'avvento dei bianchi, abbiamo iniziato a usare il diritto romano-olandese che esige l’occhio per occhio e ora ci troviamo a condannare a morte la gente”, ha concluso il Capo Nyakunhuwa, il quale ha chiesto che la giustizia riparatoria torni a prevalere in Zimbabwe.
— FONTI
- (Fonti: newzimbabwe.com and herald.co.zw, 10/10/2014)
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