In un commento pubblicato dall'International Herald...
In un commento pubblicato dall'International Herald Tribune, Jonathan Mirsky, analista si questioni cinesi con base a Londra, ha scritto che il Presidente USA George Bush ha fatto presente alla Cina che il suo appoggio nella lotta contro il terrorismo
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In un commento pubblicato dall'International Herald Tribune, Jonathan Mirsky, analista si questioni cinesi con base a Londra, ha scritto che il Presidente USA George Bush ha fatto presente alla Cina che il suo appoggio nella lotta contro il terrorismo non avrebbe significato procurarsi un assegno in bianco nella violazione dei diritti umani. La Cina aveva già chiesto in cambio un sostegno nella sua lotta interna contro i "terroristi" e il "separatismo".
"E' un chiaro riferimento ai mussulmani dello Xinjiang nord-occidentale e forse anche alla situazione in Tibet," ha scritto Mirsky.
"L'instabilità della Cina è espressione diretta di un regime che per anni ha imposto il terrore nei confronti di molti suoi cittadini.
"Tutti i gruppi religiosi che non si riconoscono nei vari organi 'patriottici' del Partito Comunista, che siano cattolici, protestanti, buddisti o mussulmani, sono criminalizzati, come avviene nei confronti del Falun Gong.
"Nello Xinjiang in particolare, la stragrande maggioranza degli otto milioni di Uiguri sono mussulmani moderati che lottano per una reale autonomia della regione. Una piccola minoranza sono terroristi, stando a quel che si dice addestrati in Afghanistan e in Cecenia. Pechino li usa come pretesto per rendere pressoché impossibile ogni pratica religiosa nello Xinjiang.
"La Cina ha per anni fornito tecnologia militare e armamenti, anche nucleari, all'estero, a Siria, Iraq, Iran, Libia e Pakistan. Washington ha ripetutamente ammonito Pechino di interrompere questo appoggio micidiale al terrorismo internazionale, ma i cinesi hanno o respinto le accuse o promesso invano di non farlo più.
"Bush bene ha fatto a ricordare alla Cina che non avrebbe potuto nascondersi oggi dietro una grande muraglia strategica e morale," ha concluso Mirsky.
"E' un chiaro riferimento ai mussulmani dello Xinjiang nord-occidentale e forse anche alla situazione in Tibet," ha scritto Mirsky.
"L'instabilità della Cina è espressione diretta di un regime che per anni ha imposto il terrore nei confronti di molti suoi cittadini.
"Tutti i gruppi religiosi che non si riconoscono nei vari organi 'patriottici' del Partito Comunista, che siano cattolici, protestanti, buddisti o mussulmani, sono criminalizzati, come avviene nei confronti del Falun Gong.
"Nello Xinjiang in particolare, la stragrande maggioranza degli otto milioni di Uiguri sono mussulmani moderati che lottano per una reale autonomia della regione. Una piccola minoranza sono terroristi, stando a quel che si dice addestrati in Afghanistan e in Cecenia. Pechino li usa come pretesto per rendere pressoché impossibile ogni pratica religiosa nello Xinjiang.
"La Cina ha per anni fornito tecnologia militare e armamenti, anche nucleari, all'estero, a Siria, Iraq, Iran, Libia e Pakistan. Washington ha ripetutamente ammonito Pechino di interrompere questo appoggio micidiale al terrorismo internazionale, ma i cinesi hanno o respinto le accuse o promesso invano di non farlo più.
"Bush bene ha fatto a ricordare alla Cina che non avrebbe potuto nascondersi oggi dietro una grande muraglia strategica e morale," ha concluso Mirsky.
— FONTI
- (Fonti: International Herald Tribune, 22/10/2001)
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