In Marocco un tribunale ha condannato all'ergastolo...
In Marocco un tribunale ha condannato all'ergastolo un cittadino di nazionalità francese in base alla legislazione antiterrorismo introdotta dopo gli attentati suicidi di matrice islamica dello scorso maggio a Casablanca
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In Marocco un tribunale ha condannato all'ergastolo un cittadino di nazionalit� francese in base alla legislazione antiterrorismo introdotta dopo gli attentati suicidi di matrice islamica dello scorso maggio a Casablanca.
L'accusa aveva chiesto la pena di morte per Pierre Robert, 32 anni, convertito all'Islam, e per 5 degli altri 33 imputati accusati di aver organizzato attentati e di aver organizzato o partecipato ad addestramenti con armi in Marocco.
Robert, che nel corso del processo si � proclamato una spia francese, � rimasto in piedi in silenzio mentre il giudice leggeva la sentenza. Altri imputati invece hanno gridato "Allah � grande", alzando in aria i loro pugni.
"Siamo sollevati dal fatto che (Robert) non sia stato condannato a morte", ha detto ai giornalisti il suo avvocato Vincent Courcelle-Labrousse, annunciando il ricorso della difesa in appello contro il verdetto di colpevolezza.
Altri due imputati sono stati condannati all'ergastolo, uno a 30 anni, altri a pene fra i 3 mesi ed i 20 anni. Uno degli imputati � stato assolto.
Nessuno degli imputati � stato condannato a morte.
Robert, che vive in Marocco dal 1996 ed ha una moglie marocchina, era stato arrestato quattro settimane dopo gli attentati del 16 maggio a Casablanca con l'accusa di aver svolto reclutamenti per il gruppo estremista islamico che i servizi di sicurezza hanno chiamato Jihad Salafita.
Il francese, commerciante d'auto usate, era stato arrestato dopo gli attentati che a Casablanca avevano ucciso 33 persone oltre a 12 attentatori suicidi. Non era accusato di coinvolgimento diretto negli attentati per i quali quattro persone sono state condannate il mese scorso alla pena di morte.
Robert nel corso del processo ha detto di essere stato reclutato dai servizi segreti francesi per indagare sulle reti islamiche in Marocco e Algeria, ma la Francia ha smentito le sue affermazioni.
Ha inoltre negato di aver pianificato attentati esplosivi in Francia e Marocco.
L'accusa aveva chiesto la pena di morte per Pierre Robert, 32 anni, convertito all'Islam, e per 5 degli altri 33 imputati accusati di aver organizzato attentati e di aver organizzato o partecipato ad addestramenti con armi in Marocco.
Robert, che nel corso del processo si � proclamato una spia francese, � rimasto in piedi in silenzio mentre il giudice leggeva la sentenza. Altri imputati invece hanno gridato "Allah � grande", alzando in aria i loro pugni.
"Siamo sollevati dal fatto che (Robert) non sia stato condannato a morte", ha detto ai giornalisti il suo avvocato Vincent Courcelle-Labrousse, annunciando il ricorso della difesa in appello contro il verdetto di colpevolezza.
Altri due imputati sono stati condannati all'ergastolo, uno a 30 anni, altri a pene fra i 3 mesi ed i 20 anni. Uno degli imputati � stato assolto.
Nessuno degli imputati � stato condannato a morte.
Robert, che vive in Marocco dal 1996 ed ha una moglie marocchina, era stato arrestato quattro settimane dopo gli attentati del 16 maggio a Casablanca con l'accusa di aver svolto reclutamenti per il gruppo estremista islamico che i servizi di sicurezza hanno chiamato Jihad Salafita.
Il francese, commerciante d'auto usate, era stato arrestato dopo gli attentati che a Casablanca avevano ucciso 33 persone oltre a 12 attentatori suicidi. Non era accusato di coinvolgimento diretto negli attentati per i quali quattro persone sono state condannate il mese scorso alla pena di morte.
Robert nel corso del processo ha detto di essere stato reclutato dai servizi segreti francesi per indagare sulle reti islamiche in Marocco e Algeria, ma la Francia ha smentito le sue affermazioni.
Ha inoltre negato di aver pianificato attentati esplosivi in Francia e Marocco.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 18/09/2003)
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