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MALESIA

In luglio, lo Sheykh dell'Università di al-Azhar, che...

In luglio, lo Sheykh dell'Università di al-Azhar, che in precedenza era stato Gran Muftì dell'Egitto, Mohammed Sayed Tantawi ha ribadito quanto già sostenuto dal suo predecessore, lo stimatissimo Sheykh Mahmud Shaltut, noto per la vastità della sua

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In luglio, lo Sheykh dell'Università di al-Azhar, che in precedenza era stato Gran Muftì dell'Egitto, Mohammed Sayed Tantawi ha ribadito quanto già sostenuto dal suo predecessore, lo stimatissimo Sheykh Mahmud Shaltut, noto per la vastità della sua cultura islamica. Entrambi sostengono che l'apostasia non deve essere considerata un reato da pena di morte. Hanno ricordato infatti che molti ulama (dottori in legge) concordano che un hudud (punizione coranica) non può essere impartito a seguito di una singola hadith (tradizione). Molti studiosi, compresi Ibn Taymiyyah, Shaltut e Tantawi, hanno sostenuto che la pena di morte non era previsto venisse applicata a una singola trasgressione alla fede, bensì alla hirabab, cioè all'apostasia quando si aggiunge alla ribellione contro la comunità e le sue guide legittime.